di Federico Fabrizi

Catiuscia Marini litiga con un suo assessore il rifondarolo Stefano Vinti: i due sono in disaccordo sul fatto che i fondi assegnati dal Governo all’edilizia scolastica siano sufficienti o no. Vinti dice di no, la Marini Marini dice di si e rimarca che le critiche dell’assessore sono “a titolo personale”. Liti del genere a pochi mesi dalle elezioni regionali fanno accendere la luce rossa: attenzione, maneggiare con cautela.

“La sinistra, tutta insieme, ma dentro il centrosinistra, accanto al Pd”. E’ questa l’idea dell’assessore regionale di Rifondazione, Stefano Vinti. Che vede insieme in unico blocco Rifondazione, Sel, Pdci, L’Altra Europa con Tsipras e poi “La Sinistra per Perugia” e “La Sinistra per Terni”. Insomma, uno schieramento di forze da piazzare “uniti nel centrosinistra” per pesare.

“Una sinistra che sia in grado di svolgere il proprio ruolo – dice Vinti – io penso all’unità vera e non proclamata delle forze della sinistra che discutano e dicano la propria, ora, adesso su una serie di questioni importanti”.

Quali? “Innanzitutto il lavoro, e bisogna comincia dalla vicenda dell’Ast – rimarca l’assessore di Rifondazione – poi la legge elettorale regionale: occorre ragionare su come dare rappresentanza a tutto questo, poi la partita dei presidenti delle nuove Province: svuotarle è stato un errore, ma ora quegli enti ci sono ed hanno competenze, personale e danaro da gestire: come? E poi la questione dei referendum relativi allo stop all’austerità. Lì rischiamo di trovarci con un pezzo di Pd che fa da battistrada. E la sinistra che cosa fa?”

L’appello all’unità di quell’insieme di partiti, movimenti e circoli non è di certo il primo e non sarà l’ultimo, è sicuro. “L’unità può essere guidata da un soggetto esterno – aggiunge Stefano Vinti – penso a dei garanti, ad esempio, oppure tocca alla maturità dei gruppi dirigenti che predicano l’unità, ma sono preoccupati solo della propria sopravvivenza. La sinistra deve unire idee, essere efficace e uscire da un certo autismo e settarismo”. Ovvio che non tutti in questo momento la vedono così. Ecco il tema: dove arriva il confine sinistro del centrosinistra per le regionali?”

Tratto da Il Messaggero del 8 agosto 2014

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