“Riprendere assolutamente dopo la pausa di Pasqua il confronto dentro la maggioranza per la composizione del Bilancio 2012”. Così il Capo-Gruppo PRC Pampanelli che continua:
“Gli incontri che in questi mesi si sono svolti sul Bilancio 2012 hanno prodotto effetti positivi, come l’accoglimento, ormai quasi ufficiale, della nostra proposta di non aumentare nemmeno di un punto l’aliquota comunale IRPEF.
Il lavoro che abbiamo svolto in questi mesi e che continueremo a svolgere in questo momento è volto alla difesa delle fasce più deboli e va nella direzione dell’equità, direzione che il Governo Monti non ha intrapreso, visto che il peso delle sue manovre ricade sui cittadini più deboli e sugli Enti locali colpendo quindi di fatto non solo i redditi ma anche l’erogazione dei servizi”.

“Per questo continuiamo a chiedere che non si aumenti l’aliquota dell’IMU sulla prima casa poiché colpirebbe moltissimi lavoratori che con anni di sacrifici sono riusciti ad avere una casa o, peggio, chi ancora ha un muto da pagare e che già oggi è in difficoltà, visti i salari umbri tra i più bassi del Centro-Nord.
Occorre rispondere con misure il più possibile eque ad una manovra che invece prende dalle tasche dei soliti noti e continua a non scalfire le grandi rendite e i grandi patrimoni. Questa finanziaria è fortemente recessiva perché non mette un euro a sostegno delle famiglie, dei salari e dello sviluppo e genererà una vera e propria emergenza sociale.
Il Comune di Perugia deve rispondere ai tagli del Governo cercando di tutelare i ceti medio bassi, per questo vogliamo che nella composizione del Bilancio 2012 si elimini l’aliquota agevolata sugli immobili invenduti per i costruttori e che, come voleva un nostro Ordine del Giorno votato a larga maggioranza in Consiglio Comunale, si ripristini il fondo per il rimborso ICI (ora IMU) sugli immobili locati a canone concordato.
Il Centro-sinistra perugino ha di fronte una difficile sfida: affrontare i continui tagli e la crisi tenendo coeso il tessuto sociale e cittadino con iniziative eque e di tutela alle fasce deboli e mantenendo i servizi”.

 

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