Umbertide Cambia: Operazione chiarezza per costruire futuro su nuove basi

UMBERTIDE - La richiesta di un consiglio monotematico in materia di servizi sociali, per affrontare i nuovi bisogni emergenti in chiave di promozione della persona, e non solo assistenza, una iniziativa pubblica in materia di trasporti per sostenere un modello integrato ferro-gomma efficace, che non sancisca la definitiva morte della ferrovia, la calendarizzazione di riunioni almeno quindicinali della commissione competente per la costruzione partecipata del bilancio 2015, la proposta di implementare fino a 20.00 euro il fondo per il diritto allo studio universitario e di istituire un fondo di 30.000 euro per incentivare le assunzioni di disoccupati che hanno più di 50 anni, una astensione sulle linee programmatiche di legislatura presentate dal Sindaco, chiaro segnale di apertura per una collaborazione seria sulle questioni fondamentali che riguardano lo sviluppo della comunità, ma un voto nettamente contrario sui documenti di bilancio, che quegli indirizzi non li rispecchiano, e sulle nuove tariffe ed aliquote di tasse ed imposte, che massimizzano l’imposizione tributaria aumentando la pressione fiscale sui cittadini rispetto al 2013.
In un Consiglio comunale fiume (quello di giovedì 7 agosto), iniziato alle 9.30 e terminato alle 16, Umbertide cambia ha di nuovo dimostrato responsabilità nell’affrontare le materie in discussione, capacità di avanzare proposte significative e soprattutto disponibilità ad un confronto utile alla città, ma sulla base di una “operazione verità” che riguarda la situazione economica e finanziaria del Comune. “Dobbiamo ripartire da un punto di chiarezza – ha detto il capogruppo di Umbertide cambia Claudio Faloci – e cioè dalla considerazione che la passata amministrazione ha posto in essere scelte costose ed inopportune che hanno irrigidito il bilancio e pesano come un macigno sulla possibilità di indirizzare risorse verso nuovi e necessari progetti che riguardano lo sviluppo della città”.
“Umbertide cambia – ha aggiunto Faloci – ha evidenziato la necessità di cambiare rotta, passando dalla stagione delle opere di regime alla fase dell’investimento sul capitale umano, cioè le persone, il lavoro, la professionalità. Mancano però i soldi. Occorre allora una coraggiosa operazione di ristrutturazione della spesa ed una intelligente individuazione di nuove fonti di finanziamento, soluzioni che consentono da una parte di mantenere alta la qualità dei servizi offerti ai cittadini, dall’altra di sostenere interventi rivolti all’economia, all’occupazione, alla conoscenza”.




Recent comments
9 years 14 weeks ago
9 years 14 weeks ago
9 years 14 weeks ago
9 years 14 weeks ago
9 years 14 weeks ago
9 years 14 weeks ago
9 years 14 weeks ago
9 years 15 weeks ago
9 years 15 weeks ago
9 years 15 weeks ago