PERUGIA - Hanno partecipato molti ragazzi delle varie scuole superiori di Perugia, alla manifestazione di stamani nella Sala dei Notari organizzata da Regione, Comune di Perugia, Associazione Italia Israele, Isuc ed Ufficio scolastico regionale.

''E' importante trasmettere soprattutto a loro la testimonianza della Shoah perche' ormai sono pochi i sopravvissuti che possono raccontare quegli orrori'', ha commentato la presidente della Regione, Catiuscia Marini, mentre il sindaco, Wladimiro Boccali, ha sottolineato che ''ricordare e' un obbligo morale verso le vittime ma serve anche ad evitare un futuro di barbarie, perche' anche dopo i lager nazisti, il germe dell' antisemitismo e in generale del razzismo, nel mondo e perfino in Europa, non si e' estinto''.

Perugia e l'Umbria, per Boccali, si pongono come un luogo del dialogo e della coesistenza, ''perche' nella nostra citta' vivono donne e uomini di tante etnie diverse, che per noi hanno tutti diritto di cittadinanza e noi consideriamo perugini, e si parlano ogni giorno 50 lingue, e perche' Assisi e' stata da Papa Giovanni Paolo II scelta come sede naturale del dialogo tra le religioni''. Infine il sindaco ha ricordato i principi ed i valori della Costituzione come le fondamenta dell' Italia moderna nata dalle ceneri della guerra e dalla lotta al nazifascismo. Un'Italia, come ha ricordato la presidente Marini, che non fu inconsapevole delle persecuzioni, che durante il regime fascista promulgo' le leggi razziali, che non si oppose allo sterminio.

''Ma ci fu anche un'altra Italia - ha detto la presidente - quella dei ''giusti'', fatta di persone che si impegnarono e rischiarono la propria vita per salvare quella degli ebrei''. Marini ha sostenuto ''il forte valore simbolico del Giorno della Memoria per sottolineare il rigetto di ogni forma di razzismo, perche' assieme agli ebrei nei campi di sterminio furono internati e uccisi anche Rom, oppositori politici, omosessuali''. La presidente, nel suo saluto alla comunita' ebraica perugina e umbra, ha infine ricordato Leonardo Servadio, ''imprenditore innovativo e di successo''.

La giornata ha avuto come ospite speciale l'avvocato Semso Osmanovi, bosniaco e musulmano, sopravvissuto al massacro di Srebrenica e oggi impegnato a testimoniare gli orrori di quel conflitto. Ai ragazzi perugini ha raccontato i giorni del sanguinoso conflitto e della pulizia etnica che segui' la frammentazione dell'ex Jugoslavia.

 

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