Sia pure con qualche lieve oscillazione in meno, rispetto alle rilevazioni pubblicate ieri dal Corriere dell’Umbria, quelle effettuate dall’Istituto Crespi, che sono state anticipate oggi da alcuni quotidiani, fra i quali il Giornale dell’Umbria, confermerebbero il salto in avanti di Catiuscia Marini, che con il 52% si posizionerebbe ben al di sopra delle preferenze espresse dagli umbri (54% per il Corriere dell’Umbria).
La Modena resterebbe invece incollate al 42% che le era stato attribuito la volta precedente (per il Corriere dell’Umbria il 41,5%), come pure la Binetti che viene confermata al 6% (per il Corriere dell’Umbria il 4,5%).
Non c’è da essere né studiosi né sociologi, né economisti per capire che il lavoro è la priorità delle priorità, l’emergenza delle emergenze. Gli indicatori economici, le statistiche lo certificano, ma basta trovarsi in un bar, fuori dalla chiesa o allo stadio, al supermercato o a fare la passeggiata domenicale, insomma ovunque c’è un luogo di incontro e di relazione, per sapere che la paura dell’oggi e del domani è dovuta al lavoro perso o a quello che non c’è.
Lunedì 15 marzo alle ore 18.00 incontro pubblico “L’Umbria che vogliamo: lavoro, reddito, ambiente” a Perugia, al teatro Bertold Brecht, con Stefano Vinti, candidato alle regionali nelle liste della Federazione della Sinistra, Simone Pampanelli, Fiom Cgil Perugia, Catiuscia Marini, candidata presidente del centrosinistra. Organizza il circolo Prc di San Sisto-Case Nuove.
Vertenza Basell congelata per 15 giorni in attesa di proposte alternative ministeriali alla chiusura dello stabilimento ternano. E' quanto riferisce il segretario regionale Ugl dei chimici, Emanuele Riccioni, sottolineando che quella emersa oggi pomeriggio dal tavolo ministeriale sulla vertenza è ''l'unica soluzione possibile, per ora, per garantire una prospettiva ai lavoratori e alle loro famiglie''.
I costi della crisi sono pesantissimi per i lavoratori e le famiglie italiane. Chi non se ne accorge è il governo Berlusconi che ci ricorda ogni giorno come il peggio sia ormai alle nostre spalle. Risulta difficile crederlo ai lavoratori della Glaxo, di Termini Imerese, della Alcoa o della Merloni, che una volta finita la cassa integrazione non sapranno quale sarà il loro futuro