La notizia che il Commissario per la Ricostruzione, Avv. Giovanni Legnini,  ha finanziato con 234 milioni la riparazione dei danni causati dal terremoto del 2016  su 53 scuole (40 fuori del cratere e 13 all’interno del cratere) di cui 51 in Provincia di Perugia e 2 in quella di Terni, non una sola nel comune di Terni, ha suscitato un mare di polemiche, soprattutto in seguito a strumentalizzazioni da parte di mestatori di professione che hanno accusato l’attuale giunta regionale di quella che appare una forte sperequazione.

Per dare un giudizio puntuale occorre però comprendere bene l’accaduto e risalire nel caso agli eventuali responsabili onde evitare di affermare sciocchezze.  

Immediatamente dopo il terremoto del 2016 era compito dei vari enti locali compilare delle schede di rilevamento danni, denominate “schede Aedes”, nelle quali andavano riportati i livelli di danneggiamento di scuole e edifici pubblici, classificando lo stesso in vari livelli a partire dal danno lieve (individuato con la lettera B) a quello grave (individuato con la lettera E), il tutto corredato da foto e relativa relazione tecnica. Solo e soltanto quei comuni e quelle province che dopo gli eventi del 2016 hanno compilato dette schede con un livello almeno di tipo B, oggi possono rientrare nell’Ordinanza Scuole di Prossima emanazione a cura del Commissario Legnini.

 

Fondamentale è il nesso di causalità fra il terremoto e il danno subito, tutto puntualmente certificato sotto la responsabilità dei tecnici. Coloro che accusano la giunta regionale odierna di aver quindi assegnato in modo tutt’altro che salomonico quei fondi dimostrano di essere del tutto incompetenti oppure appartengono alla categoria di quei nostalgici che sparano accuse a buon mercato senza sapere che nel 2017 amministrava la Regione, le due province e la quasi totalità dei comuni la sinistra che oggi protesta. Un boomerang fin troppo evidente. 

Ben diverso è il caso, sempre in merito alle scuole, che riguarda i fondi forniti dal MIUR che vengono erogati periodicamente per consolidare le scuole con elevata vulnerabilità sismica, a prescindere dai danni subiti dal terremoto. Ad esempio a Terni, nel periodo 2018/19, il sottoscritto fece predisporre numerose perizie relative alla vulnerabilità sismica, grazie alla quale entro breve arriveranno ulteriori fondi. Confondere i due casi genera solo confusione. Entro poche settimane verranno erogati anche questi ultimi finanziamenti ed è chiaro che comuni e province che hanno già usufruito dei finanziamenti per i danni dal terremoto non avranno o avranno in misura minore di questo secondo tipologia. 
 

Importante è la capacità degli enti locali di commissionare i progetti ed appaltare i lavori con celerità ed efficienza, trovando peraltro scuole dove trasferire gli alunni durante l’apertura dei cantieri. Il tentativo di gettare discredito sulla attuale amministrazione regionale è destituito di fondamento e va respinto con fermezza.

 

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