Di Ciuenlai - Non bastavano le kilometriche liste d’attesa che davano vita alle famose prenotazioni “a babo morto”. Adesso il sistema è passato a disdire le prenotazioni , quelle timbrate 6/7 mesi fa, spostandole molte settimane più avanti. Non parliamo di accertamenti, la cui parola , come quella della prevenzione sono completamente scomparse dal vocabolario ospedaliero perugino. 

Parliamo di controlli oncologici, di ecografie, perchè le risonanze sono ormai un argomento tabù qui da noi da oltre 10 anni. La mazzata è toccata infatti a tutti i malati del reparto di ematologia (gente, per intenderci . che ha sul groppone patologie come Leucemie, Linfomi e Mielomi). E, udite udite, tutto questo marasma non succede perchè c’è stata un’emergenza imprevista, una serie di rotture degli apparecchi  sanitari, una nuova pandemia che ha colpito medici e infermieri del Silvestrini. No, No è accaduto, per stessa ammissione degli addetti ai servizi, perchè, essendo periodo di ferie, c’è un solo medico che referta e che non può lavorare h 24 . 

Quindi i pazienti hanno due possibilità di scelta : mettere mano al portafoglio e rivolgersi a strutture private (una cosa che l’attuale Giunta Regionale sembra adorare) o, andare alla visita di controllo senza tutti gli esami necessari, con il rischio di avere un referto “a occhio”. Visto che le chiacchiere dei partiti di opposizione restano roba da Web,  l’unico soggetto che può fare qualcosa è il sindacato (ma il tribunale del malato che fine ha fatto?). Solo che non ce la si può cavare con il solito comunicatino di protesta, o, al massimo, con qualche sit in.

La prima cosa da fare sarebbe quella di esplorare se disservizi di questo genere vanno a sbattere con il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Se la risposta di qualche esperto in materia fosse si, Cgil e soci  non dovrebbero perdere tempo. Portateli in Tribunale, subito!

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