di Alfonso Gianni
Oggi, 30 novembre, ricorre l’anniversario della prima abolizione della pena di morte nella storia, che avvenne ad opera del Granducato di Toscana nel 1786. Ma purtroppo questa barbarie sopravvive ancora in più di 50 paesi nel mondo. E’ bene ricordare che una delle modifiche positive alla nostra Costituzione, che aveva fin dalla sua nascita abolito la pena di morte per tutti i reati comuni e militari commessi in tempo di pace, riguarda proprio l’articolo 27 che l’ha eliminata anche in periodo di guerra. Questo avvenne con la legge costituzionale del 2 ottobre 2007 n.1 cosicché il quarto e ultimo comma dell’articolo 27 della nostra Costituzione dice in modo lapidario che “Non è ammessa la pena di morte”. Ma proprio in questi giorni il tema torna di drammatica attualità negli Usa. L’amministrazione Trump ha riaperto dopo 17 anni le esecuzioni federali. Due rei confessi, il quarantenne Brandon Bernard e la cinquantenne Lisa Montgomery attendono la iniezione letale il primo entro dicembre, la seconda, la prima donna condannata a morire dopo 70 anni, entro il 12 gennaio 2021. Anche in questo caso prima dell’insediamento di Biden alla casa Bianca. Solo Trump potrebbe fermare la macchina mortale. Nell’ultimo giovedì di Novembre è tradizione in America graziare un tacchino. Così ha fatto Trump anche quest’anno. Vorremmo che lo facesse per due esseri umani.
 

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