Continuano le occupazioni di Ministeri e sedi di Comuni e Regioni per impedire la compilazione delle liste dei dipendenti pubblici da licenziare. Non ci sono sconti e quindi la cosa, in Italia, non fa notizia...

I dipendenti delle Autonomie locali di tutta la Grecia continuano anche oggi le proteste e le mobilitazioni allo scopo di impedire la compilazione da parte dei comuni e delle regioni delle liste degli impiegati destinati alla mobilità, e quindi la messa in cassa integrazione, come richiesto dal ministero della Riforma Amministrativa. La compilazione di dipendenti pubblici destinati al licenziamento rientra nelle condizioni considerate indispensabili dalla troika (Fmi, Ue e Bce) per dare via libera alla concessione della nuova tranche di aiuti da 31,5 miliardi di euro alla Grecia.

 

Già da sabato scorso iscritti alla Poe-Ota, il sindacato del settore, hanno impedito al pubblico e ai lavoratori l'ingresso negli uffici delle Autonomie locali, obiettivo in gran parte raggiunto visto che, secondo i dati forniti dal Poe-Ota, gli uffici di 253 sedi comunali e regionali risultano occupati mentre soltanto 20 comuni hanno risposto alla richiesta del ministero. Per oggi i lavoratori delle Autonomie locali hanno indetto un'astensione dal lavoro dalle 11:00 sino alla fine dell'orario di lavoro. In stato di agitazione sono anche i dipendenti di altri organismi e di alcuni ministeri che vogliono impedire l'invio al ministero della Riforma Amministrativa dei dati che riguardano i lavoratori ritenuti in eccesso.
A tutt'oggi risultano occupate le sedi dei ministeri dello Sviluppo agricolo, dell'Ambiente, della Sanità e della Marina Mercantile, mentre sono in corso assemblee generali per decidere le forme di lotta da attuare.

 

Fonte: contropiano.org

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