“Un comune su tre in Italia non dichiara gli incassi delle multe, destinando una cifra esigua alla manutenzione stradale. Secondo un rapporto fornito dal ministero delle Infrastrutture, il 19,7 per cento dei comuni, in tutto 1556, non ha presentato la rendicontazione sull’uso corretto dei proventi delle multe stradali effettuate: risultano inadempienti 15 amministrazioni provinciali, 3 città metropolitane e 317 unioni di comuni. Si tratta di un mercato che frutta circa 3 miliardi di euro. Se poi si andasse a controllare nel dettaglio ci si potrebbe accorgere, come attestato da alcune inchieste giornalistiche passate, che il 50 per cento dei proventi destinati alla sicurezza stradale vengono impiegati per voci che nulla hanno a che vedere con la stessa: assegni di indennità, pagamento straordinari, carburante, ecc”. È quanto afferma il deputato 5 Stelle Filippo Gallinella, che aggiunge: “Come sottolineato anche da Assosegnaletica, l’associazione che rappresenta le imprese del settore segnaletica stradale, l’Italia è il paese in Europa con il maggior numero di autovelox (8073 dispositivi) e i proventi delle multe rappresentano un introito considerevole per gli enti locali.

Basti sapere che, ogni anno, vengono emesse 2,5 milioni di sanzioni per eccesso di velocità, ma siamo ancora in attesa delle norme che regolino il funzionamento e l’applicazione degli autovelox sul territorio. Le modifiche all’art. 208 del Codice della Strada introdotte nel 2010, già prevedevano che circa il 12 per cento degli incassi delle multe dovesse essere destinato alla manutenzione della segnaletica stradale. Questo però non è avvenuto e, secondo le alcune stime, oggi oltre la metà della segnaletica stradale verticale risulta obsoleta o non conforme al Codice della Strada, mentre la segnaletica orizzontale per il 90 per cento è fuori norma europea.

È necessario un maggiore controllo anche da parte della Corte dei Conti sulla redistribuzione dei proventi delle sanzioni: se i cittadini sono vessati dalle multe, è doveroso che anche i comuni giustifichino gli ammanchi in favore di una manutenzione stradale più attenta e puntuale. L’auspicio è che il Governo si impegni a varare presto il nuovo decreto che disciplina il corretto utilizzo dei sistemi di rilevazione a distanza della velocità e che i comuni si attivino quanto prima nella pubblicazione dei dati sui proventi delle contravvenzioni, in un’ottica di maggiore accessibilità e trasparenza. Strade sicure e ben manutenute, sono infatti una condizione imprescindibile per ridurre il numero di morti e feriti in Italia, ancora troppo alto”, conclude Gallinella.

 

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