L’emergenza vissuta all’interno degli istituti penitenziari umbri è ormai diventata dramma quotidiano, un dramma vissuto con grande professionalità da tutti gli operatori penitenziari spesso sottoposti non solo a eccessivi carichi di lavoro e a sacrificare gran parte del loro tempo libero, ma sottoposti a condizioni di lavoro spesso insicure proprio per le condizioni strutturali in cui si trovano ad operare (sovraffollamento, promiscuità eccessiva, carenza di lavoro per i detenuti etc…)

Da tempo come organizzazione sindacale abbiamo evidenziato questa problematica e chiesto aiuto a tutte le istituzioni locali a partire dall’amministrazione penitenziaria fino a coinvolgere i comuni, le asl e la giunta regionale.

Una richiesta che non è caduta nel vuoto e che è stata raccolta dalla presidente della Giunta Regionale e dal’Assessore competente che hanno convocato apposito tavolo nel luglio scorso per analizzare la questione: è necessario ora che a fronte delle problematiche che continuano ad emergere e della drammaticità delle condizioni si definisca con univocità una richiesta immediata al Ministero della Giustizia di uno sfollamento degli istituti penitenziari che ripristini almeno quei livelli minimi di dignità per la espiazione della pena previsti dalla nostra costituzione e si renda poi operativo quel tavolo composito e assolutamente efficace convocato nel mese scorso.

Il tempo attuale è tempo di ferie e di pause, ma il carcere non va in vacanza e i detenuti non godono di ferie


Fp cgil umbria
Vanda Scarpelli
 

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