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La notizia circolava già da questa mattina e appare come la conseguenza delle dichiarazioni fatte all'assemblea regionale del Pd di ieri sera che Umbrialeft vi ha riportato quasi integralmente qui http://www.umbrialeft.it/node/30339. Il segretario provinciale del Pd di Perugia Alberto Stramaccioni si è dimesso da questo incarico con una lettera inviata, tra l'altro, al segretario Lamberto Bottini, dopo la decisione della assemblea del Pd di ieri di riaprire i termini per lo svolgimento delle primarie del partito in Umbria per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. Dopo le decisioni dell'assemblea Regionale Stramaccioni ha inviato la lettera in cui rimette il suo mandato alla Presidente dell'Assemblea Provinciale del Pd Margherita Lezi e, come detto, per conoscenza al Segretario Regionale Lamberto Bottini. Questo il testo della lettera: ''Cara Presidente, non posso che prendere atto della decisione assunta dall'Assemblea regionale del 27 gennaio che a larghissima maggioranza ha deciso di tenere le elezioni primarie per la scelta del candidato Presidente del Pd alla guida della Giunta Regionale dell'Umbria. Una decisione - afferma - che non condivido, non per l'uso in sé di uno strumento di partecipazione democratica come quello delle primarie, ma perché è stato rifiutato il sostegno ad una proposta, che poteva essere largamente condivisa, ed era rappresentata dalla candidatura del segretario regionale in carica del Pd. Una proposta dal carattere 'istituzionale' che avrebbe evitato ulteriori conflitti e divisioni consentendoci di affrontare nella maniera più unitaria possibile una difficile competizione elettorale come quella per le elezioni regionali del 28-29 marzo. Il gruppo dirigente del Pd dell'Umbria, fortemente legittimato e rappresentativo, perché eletto dalle primarie del 25 ottobre 2009 - scrive Stramaccioni - si è dunque arreso. Non è riuscito ad esprimere una proposta unitaria, scegliendo così le primarie in stato di necessità a pochi giorni dalla data ultima per la presentazione delle liste. Desideri di rivincita, trasformismi, logiche di gruppo hanno finito con il prevalere sull'esigenza di coesione del Pd per un più utile rapporto con l'insieme della società regionale. Il rischio è oggi - secondo Stramaccioni - quello di approfondire ulteriormente i conflitti interni, senza riuscire a prospettare credibilmente una nuova stagione di riforme e di modernizzazione a tutte le componenti della società regionale. Un rischio contro il quale mi sono impegnato a partire già dalla vigilia della campagna congressuale del Pd, preoccupato della possibile prosecuzione nel tempo di artificiose e strumentali contrapposizioni cresciute sulla scia delle diverse mozioni congressuali. In coerenza quindi con le posizioni assunte in questi mesi - conclude la lettera - non intendo contribuire ad ulteriori divisioni e conflitti e per questo ho votato contro lo svolgimento delle elezioni primarie e non intendo parteciparvi in alcun modo. La mia correttezza politica e personale nel rapporto con gli organismi dirigenti provinciali che mi hanno eletto, mi impone quindi di rimettere a loro disposizione il mandato di segretario provinciale del Pd''. Condividi