Riportiamo ampi stralci della relazione del segretario del Pd Bottini e dell'intervento di Alberto Stramaccioni all'assemblea regionale del partito di ieri pomeriggio a Perugia.
Bottini: “Il tempo stringe e stiamo attraversando l’ultimo tratto del sentiero. E’ ora di indicare un candidato alla coalizione e alla comunità umbra. Credo che questa sia la settima assemblea che facciamo, siamo in testa ad ogni record. Abbiamo cercato però di rendere comprensibile il nostro travaglio. Ora dobbiamo essere il partito di governo per eccellenza della nostra regione. Dei punti di frizione con la società umbra ci sono: c’è la società della crisi e dei precari ad esempio. Una società che poco comprende in nostri valzer. Questo però è l’ultimo tratto del nostro percorso. Abbiamo indagato contemporaneamente più possibilità, abbiamo cercato di tener insieme le possibilità della politica e quella delle primarie. Abbiamo tenuto vivo un doppio binario che riuscisse a sbloccare lo stallo. A questo punto credo che le primarie non rappresentino la politica che abdica, bensì sono un percorso che ci porta a risolvere un problema: la politica non viene messa da una parte. In questo scenario delicato sarà importante il coinvolgimento della coalizione. Cerchiamo di fare primarie anglosassoni e non mediterranee, di fare cioè primarie sui contenuti e non urlate.
Stramaccioni: “Spero che queste considerazioni non siano a futura memoria del Pd umbro. Ci si avvia o ci si vuole avviare più o meno allegramente alle consultazioni primarie per l’individuazione del candidato. Riterrei utile che prima riflettessimo su alcune cose. Questa eventuale scelta rappresenta l’impotenza di un gruppo dirigente perché dopo mesi di discussione era facile prevedere lo svolgersi di questi eventi. Dopo sei mesi non è che si sceglie questa strada per libera scelta ma per necessità. E la si sceglie 10-15 giorni prima della presentazione delle liste. Riflettiamoci bene. Dobbiamo essere in grado di svolgere il compito che ci è stato affidato da 75mila umbri. Le primarie, come sappiamo, sono un meccanismo di selezione che non è governabile da niente e da nessuno. Stiamo dando l’idea di abdicare a qualsiasi ruolo di direzione. Se vogliamo riflettere e non buttare a mare tutta la discussione, pensiamo al fatto che non è che non si è fatto uno sforzo o che non ci sono proposte per giungere ad una soluzione condivisa. Tutte e tre le aree hanno individuato in Bottini una proposta che ci può far uscire da una situazione di grande difficoltà. Non è che non c’è una strada, non possiamo dire muoia Sansone con tutti i filistei perché è una soluzione distruttiva. Ci sono i tempi e le condizioni, non possiamo affidarci solo alle norme, c’è un ruolo legittimo di questa assemblea che può decidere se vuole decidere. Riterrei che prima di andare a picco come il Titanic si smettesse di suonare il violino, e lo chiedo anche al nazionale. Ognuno, altrimenti, avrà la sua parte di responsabilità".
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