di Stefano Vinti 

Il discorso della Presidente del consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, è stato di destra-destra e liberista. Non certamente pacifista. Non una parola sulle decine di milioni di lavoratori, sulle loro condizioni di vita e di lavoro, sulla svalutazione del lavoro, sui mille morti sul lavoro ogni anno, su gli intollerabili salari di fame, sulla perdita dei diritti dei lavoratori, sulla sempre crescente precarietà del lavoro ecc. Teoricamente si aprirebbero autostrade per una nuova sinistra di classe e per un nuovo polo progressista. Un vuoto politico che va colmato al fine di organizzare una efficace opposizione politica e sociale al governi Meloni.

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