di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA - Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, PierLuigi Frosio, Leonardo Servadio, Vincenzo Parlavecchio, Antonio Corsaro: questi i nomi dei personaggi che la Commissione toponomastica del Comune ha individuato e scelto per dare il nome a rotatorie, vie, slarghi, piazzette del territorio comunale.
La commissione (formata dal presidente Edi Cicchi, dal vicepresidente Paolo Befani, dal consigliere Gino Puletti e dai membri esterni Elmo Mannarino, Rita Chiacchella, Erminia Irace, Letizia Magnini) ha girato gli atti alla giunta per la ratifica; poi il fascicolo sarà inviato in prefettura, come da prassi, per le necessarie verifiche. Entro il 2023 le nuove intitolazioni dovrebbero diventare operative ed essere inaugurate formalmente.
A Giovanni Falcone e Paolo Borsellino verrà titolato lo slargo davanti al vecchio carcere di piazza Partigiani e la Procura della Repubblica, che ora é adibito a parcheggio per i magistrati, ma che, quando la struttura borbonica diventerà la nuova "Cittadella Giudiziaria", é destinato a diventare luogo di passaggio importante e frequentatissimo.
Al nome di Pierluigi Frosio, lo storico capitano del "Perugia dei miracoli", verrà intitolato lo spogliatoio dello stadio "Renato Curi", mentre a Leonardo Servadio sarà dedicata la rotatoria del Quattrotorri, proprio al confine tra i comuni del capoluogo e Corciano. D'altro canto la Ellesse, la fabbrica fondata e diretta dal perugino Servadio, insisteva (e la struttura é ancora lì) proprio sul territorio corcianese.
Due rotatorie a Castel del Piano porteranno il nome dell'avvocato Vincenzo Parlavecchio, famoso oratore processuale del Novecento e del giurista Antonio Corsaro.
Un tratto della Pievaiola ricorderà il tenore perugino doc Renato Ercolani, mentre la rotatoria all'incrocio tra via Soriano e via Penna sarà dedicata al "Volontariato", forma qualificante di solidarietà, in ogni settore della vita sociale.
Infine lo spiazzo di Borgo Sant'Antonio si chiamerà "piazzetta del Porcellino", a testimonianza imperitura del maialino in pietra (simbolo di Sant'Antonio abate), collocato sopra un frammento di una colonna, forse di epoca romana. Qui, fin dal Medioevo, i perugini portavano a benedire, il giorno del Santo (che cade il 17 gennaio) i loro cavalli, che potevano entrare fin nell'atrio della chiesa.
 

Condividi