PIETRALUNGA - Ha riscosso notevole successo di pubblico e di contenuti l’assemblea promossa dalle segreterie comunali di Rifondazione Comunista, Partito Democratico e S.D.I di Pietralunga, avente come tema il futuro delle Comunità Montane e dei comuni minori. La grande Sala Consiliare non è stata sufficiente a contenere il numeroso pubblico presente composto non solo da operatori direttamente interessati provenienti da tutti i comuni dell’Alta Umbria,ma anche da singoli cittadini,professionisti, che seguono con particolare attenzione le vicende di un Ente che ha significato la sopravvivenza dei territori montani.
A nome dei partiti organizzatori, ha aperto il dibattito il Sindaco di Pietralunga Mirko Ceci, spieganfo che il motivo dell’incontro era quello di creare un momento di confronto, di proposta e di informazione, relativamente alla collocazione delle funzioni e delle professionalità presenti nelle Comunità Montane ,nell’ambito del necessario riassetto degli enti endoregionali. Ha inoltre espresso viva preoccupazione per la gestione futura dei servizi comunali alla luce degli annunciati tagli ai trasferimenti statali.
E’ seguito l’intervento del presidente dell’UNCEM Massimo Bianchi che con una attenta e profonda relazione, dopo aver ripercorso le tappe delle C.Montane nel corso di questi quaranta anni di vita, ha prospettato il quadro attuale di carattere finanziario ed occupazionale, collegandolo anche ai problemi aperti dalla manovra finanziaria per i comuni sotto i 5000 abitanti che da qui alla fine di questo anno dovranno attrezzarsi per rispettare l’obbligo di gestione unitaria di molti servizi. Su questa base ha delineato alcune proposte al centro delle quali vi è quella di verificare la possibilità di ritornare alle limitazioni territoriali delle vecchie C.Montane o, comunque, di averle come esempio, trasformandole in Unione dei Comuni ai fini dell’obbligato svolgimento unitario dei servizi, avendo già a disposizione sedi e personale nelle quali continuare a gestire anche le attuali funzioni delle C.Montane ad esclusione della forestazione, prendendo così con la famosa unica fava gli altrettanto due famosi piccioni.
Per l’aspetto non secondario della forestazione e, quindi, degli operai forestali,Bianchi non ha espresso contrarietà alla costituzione di un’Agenzia regionale pubblica purchè venga unita alla attività di bonifica ed altri interventi similari, al fine di garantirne unitarietà negli interventi e tranquillità economica. Ha concluso affermando che se ristrutturazioni debbono essere effettuate queste non possono interessare solo le C.Montane.
Il Presidente della C.Montana Alta Umbria Mauro Severini, si è soffermato in modo particolare sugli aspetti finanziari mettendo in risalto alcune differenziazioni tra le varie C.Montane e precisando le cifre del taglio indiscriminato operato dal governo che ha lasciato sola la Regione a dover far fronte alle necessità finanziarie peraltro finalizzate-ha tenuto a precisare Severini-a specifici e importanti interventi per le zone più svantaggiate del Paese. Anche Severini ha lanciato una sua proposta di trasformazione delle C.Montane che consiste nel verificare la possibilità di un incorporamento con le attuali Province.
Sono seguiti numerosi interventi tra cui quelli dei rappresentanti dei sindacati che, in particolare, hanno espresso la necessità di una larga partecipazione e la preoccupazione in riferimento alle anticipazioni della riforma riportate dalla stampa.
Ha poi preso la parola l’assessore regionale Stefano Vinti che ha delineato il quadro entro il quale la Regione dovrà operare dopo i massicci tagli ai finanziamenti effettuati dal Governo centrale. Ha sostenuto la necessità di rivedere l’assetto endoregionale puntualizzando il fatto che la Regione ha sempre operato in modo trasparente e partecipato come sarà anche nel caso presente. Si è poi particolarmente soffermato sulla opportunità che chiunque può avanzare proposte e suggerimenti che, in modo particolare debbono arrivare dalla politica, ritenendo, quindi, non solo opportuna, ma doverosa quella avanzata dal competente assessore regionale che, ovviamente sarà poi messa a confronto nell’ambito della prevista partecipazione.
Vinti, pur convinto della necessità di ridisegnare l’ambito endoregionale, ha tuttavia sottolineato due aspetti: il primo è che se agenzia debba essere questa non può essere che pubblica; il secondo che le C.Montane a volte ingiustamente bistrattate. hanno svolto un ruolo insostituibile per la salvaguardia dei territori collinari e montani per la permanenza di un tessuto umano diffuso e per la soluzione di molti casi umani e sociali di cui nessuno se ne sarebbe fatto carico.
Il proficuo incontro è stato chiuso dall’intervento del Consigliere Regionale Andrea Smacchi il quale, forte anche della sua esperienza di ex assessore alla C.Montana Alto Chiascio, è entrato anche in alcuni aspetti particolari di notevole interesse. In sintesi ritiene Smacchi che si debba procedere alla riorganizzazione endoregionale in forma assolutamente partecipata e soprattutto garantendo gli attuali livelli occupazionali per non aggravare ulteriormente la crisi occupazionale che attanaglia il Paese e quindi anche l’Umbria con i suoi attuali 23.000 cassintegrati.
Furio Benigni
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