La Regione Umbria è "tra le più virtuose d'Italia" in tema di sanità. E' la replica del presidente della giunta regionale, Catiuscia Marini e dell'assessore alla sanità, Vincenzo Riomni al recente studio pubblicato dal 'Sole 24 Ore' ed effettuato dal 'Centro studi Sintesi', che colloca l'Umbria al sedicesimo posto nei sistemi sanitari regionali.
"E' più virtuosa una Regione che ha ridotto il numero dei posti letto, riorganizzando e razionalizzando la propria rete ospedaliera, già nei primi anni del 2000 - si chiedono Marini e Riommi in una nota congiunta - o una Regione che, costretta da un deficit ormai fuori controllo (e per tale ragione addirittura posta sotto Commissariamento da parte del Governo) lo ha dovuto fare negli ultimi sei mesi?".
"La valutazione che emerge dallo studio di 'Sintesi' - proseguono nella nota - risulta largamente condizionata dall'errato utilizzo di alcuni indicatori, che seppure corretti nella loro individuazione, vengono considerati con una logica opposta a quella in cui andrebbero intesi, non solo in base ai riferimenti teorici di settore, ma agli indirizzi normativi e gestionali che caratterizzano le politiche sanitarie degli ultimi anni".
E per rafforzare tale tesi la presidente Marini e l'assessore Riommi citano, ad esempio, il più recente studio del 'Cerm' "che colloca l'Umbria non solo tra le sole cinque Regioni 'virtuose', assieme a Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, ma la pone assieme alla Toscana in una posizione superiore al resto delle altre 'virtuose' per quanto riguarda la 'qualità' complessiva del sistema sanitario, tanto da poter affrontare senza alcuna necessità di ulteriori manovre correttive, riduzioni o ricorso a nuove tasse, il passaggio al 'federalismo fiscale'".
Secondo gli uffici regionali che si occupano di sanità e di programmazione strategica, lo studio di 'Sintesi' adotta un diverso ''peso'' nel misurare la dimensione 'progresso' o 'arretramento' dei diversi fenomeni. Un modo di procedere, secondo gli amministratori regionali, che "può generare dei problemi di valutazione, perché 'nasconde' dietro al giudizio di valore delle 'distorsioni' statistiche".
"Agli umbri - replica poco dopo con una nota il responsabile enti locali dell'Udc Ronconi - non interessano le disfide e neppure le interpretazioni autentiche delle classifiche pubblicate da autorevoli giornali nazionali. Appare anche incomprensibile la suscettibilità della Presidente della giunta e dei suoi assessori che invece di prendere atto di alcune chiare disfunzioni del sistema sanitario regionale, continuano nella solita indisponibilità ad una serena valutazione".
"Quello che invece rimane sotto gli occhi di tutti è che accanto a chiare eccellenze, rimangono inaccettabili ed incomprensibili liste di attesa che in alcuni casi rischiano di causare gravi danni ai pazienti, indisponibilità a finanziare alcune eccellenze, come denunciato anche pochi giorni fa, una gestione del personale non sempre chiara e troppo spesso clientelare. Un pizzico di umiltà da parte dei politici, contribuirebbe certo a migliorare il sistema sanitario regionale e a non apparire come i soliti ed indisponenti presuntuosi".
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