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PERUGIA - Denunce e ricorsi al Tar, in Umbria, da parte di Sinistra critica e Radicali, esclusi dalla tornata elettorale per non essere riusciti a raccogliere le firme necessarie, a causa di una legge regionale che definiscono ''una legge truffa''. ''In Umbria, la Regione, il centro sinistra - ha detto oggi in una conferenza stampa, a Perugia, Marco Rizzo, ex europarlamentare del Pdci - ha fatto esattamente come Berlusconi e si e' costruita una legge su misura''. Per Rizzo, ''e' vergognoso il decreto legge del governo, costruito su misura solo per le proprie liste in Lombardia e Lazio, senza nemmeno tenere conto di tutte le altre escluse in varie regioni d'Italia, come in Umbria quelle Radicale e di Sinistra critica che non hanno commesso errori propri, ma semplicemente non hanno raccolto sufficienti firme per la tardiva approvazione ed applicazione della legge elettorale regionale''. Viene infatti contestata la legge approvata nel dicembre scorso ed entrata in vigore il 21 gennaio, che prescrive la raccolta di firme solo per le forze politiche non presenti in consiglio regionale o nel parlamento e che ha aumentato del 15% a Perugia e del 20% a Terni il numero di firme necessarie (per la provincia di Perugia ne servono 2.000, come in quella di Roma). Infine si critica il fatto che i tempi a disposizione per la raccolta delle firme sono stati troppo ristretti. ''Una campagna elettorale senza di noi - ha osservato il portavoce umbro di Sinistra critica, ora in attesa della decisione del Tar - sarebbe un 'vulnus' democratico, che non esiste soltanto quando mancano i partiti piu' grandi''. Condividi