Il Caporguppo PRC SE
Gualdo Tadino
Gianluca Graciolini
La solita scomposta, sguaiata replica del Vice Sindaco Sindaco Monacelli alla nostra nota volta a stigmatizzare la frenesia mastoplastica della sua Giunta è interessante per far capire a tutti l'ansia e lo stato d'animo di apprensione elettorale che muove i toni e le azioni del suo comportamento politico.
Non solo: comprendiamo anche la sua evidente frustrazione e la sua incipiente angoscia nel dover continuare a dire colossali bugie ai cittadini e agli elettori di Gualdo. Io non sono nè di destra nè di sinistra ma amministro con una giunta in tutto e per tutto di destra; io sono per la solidarietà ma varo il Reddito minimo per gli immigrati di chiaro stampo leghista; io sorvolo Gualdo in elicottero e, oddio, come sono brutti i crateri ma riapro le cave; l'acqua è vita come dicevano i berberi del Sahara ma non cementifico i pozzi e mi invento fregnacce per non oppormi al decreto del governo che privatizza l'acqua; io sono per il bene di Gualdo ma mi candido per sistemarmi definitivamente con le elezioni regionali.
A questo stato confusionale è difficile trovare dei rimedi: chi è causa del suo mal pianga se stesso. I fucili a pallettoni, infatti, sulla vicenda degli arredi della sala consiliare, non li avrebbe dovuti scaricare sull'opposizione del PRC ma sui suoi compari di maggioranza. Noi non abbiamo fatto che il nostro dovere: abbiamo evidenziato una tentazione assurda e ci siamo opposti a delle intenzioni sperperone della destra di Gualdo.
Scoperto l'altarino (chissà se erano già stati fatti in sordina gli ordinativi del mobilio?) va su tutte le furie e, invece, di prendersela con i suoi alleati e con se stessa, difficile credere che non ne sapesse niente, sbraita contro Rifondazione Comunista che, insieme al PD, ha avuto il merito di evitare questo ennesimo sperpero di denaro pubblico.
Da questo momento in poi, non ci occuperemo più del Vice Sindaco di Gualdo Tadino: non solo non la chiameremo più bionda, abbiamo mantenuto le promesse, ma neanche ne evidenzieremo più le contraddizioni. Non merita queste attenzioni Sandra Monacelli. Nè da Vice Sindaco perchè sul piano amministrativo in pochi mesi ha già dimostrato le sue "qualità": solo promesse di piccolo cabotaggio peraltro non mantenute. Nè, tantomeno, da candidata alle Elezioni regionali: fa parte di una lista colonizzata che sì e no prenderà il 5% ed un solo consigliere regionale e non inciderà minimamente nella politica regionale.
Per la Santa Missione della Binetti di tentare di confessionalizzare la politica della Regione erano già sufficienti le azioni delle lobbies ultracattoliche. La sua candidatura che è già costata diversi soldini elettorali ai cittadini di Gualdo non si pone come fine il bene di Gualdo ma solo il suo bene. Sarebbe stato un atto di sicura dignità politica e di correttezza istituzionale se la Monacelli, visto il suo ruolo istituzionale ed amministrativo, si fosse autosospesa dall'incarico di Vice Sindaco per tutta la durata della campagna elettorale. Non l'ha fatto e neanche ce lo aspettavamo. Non da lei, che invece continua a tenere questa nostra Città in un clima perenne e specioso da campagna elettorale che distoglie dai compiti amministrativi più seri, dalle problematiche più gravi, dalle scelte vere per il futuro di Gualdo.
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