Il Consiglio regionale, in aperto clima bipartisan, ha approvato nella giornata odierna la legge regionale che detta “Disposizioni per la promozione e la tutela della famiglia”, la famosa legge regionale sulla famiglia. L’unico voto contrario è stato quello di Rifondazione Comunista, un voto contrario perché è una legge che prevede sostegni economici anche criticabili come il buono scuola, che alimenta l’istruzione privata a discapito di quella pubblica, solo alle famiglie sancite dal matrimonio. È una legge che discrimina le famiglie costruite sull’affetto, sull’amore e sulla convivenza, che limita la libertà individuale, che discrimina dal punto di vista sociale in quanto non è più riconosciuto il diritto al singolo cittadino in quanto tale ma in quanto componente della famiglia. É una legge inoltre in aperto contrasto con lo Statuto della Regione dell’Umbria, una legge di cui avremmo fatta volentieri meno e che segna una regressione culturale assai pericolosa.
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