
Si è conclusa con il rinvio a giudizio di 43 tra imprenditori, funzionari pubblici e dipendenti delle aziende, nonché di cinque società specializzate in manutenzione stradale l'udienza preliminare davanti al gip di Perugia relativa all'inchiesta sulla presunta gestione illecita di appalti per lavori stradali da parte della Provincia di Perugia.
A carico di otto degli imputati è stata ipotizzata l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d'asta. Gli altri saranno processati, a vario titolo, di questi ultimi reati ma per quello associativo. Per tutti la prima udienza è stata fissata il 5 luglio prossimo. Il gip ha inoltre assolto l'imputato che aveva scelto di essere processato con il rito abbreviato. Un altro ha invece patteggiato la pena che è stata sospesa.
Il giudice Massimo Ricciarelli ha comunque riqualificato alcune delle accuse contestate assolto alcuni degli imputati per vari episodi contestati. Soddisfazione è stata espressa da diversi dei difensori degli imputati secondo i quali la ricostruzione accusatoria è stata ''sfrondata'' dal gip. La lettura del dispositivo è durata circa mezz'ora.
L'udienza preliminare è scaturita dall'indagine denominata ''Quattro canasse'' condotta dalla squadra mobile di Perugia coordinata dal pm Manuela Comodi. Il magistrato non ha commentato la decisione del giudice. Soddisfazione comunque tra gli inquirenti per quella che è considerata la tenuta dell'impianto accusatorio.
In questi casi, nell'attesa decennale che arrivi la sentenza definitiva, un provvedimento di cautela, e forse anche fondato perchè comunque alcune manchevolezze sono evidenti, doveva essere la rimozione e la sostituzione dei massimi vertici della burocrazia (direttore generale e dirigente responsabile del personale).
Invece questi sono inamovibili e i controlli, con pedinamenti, inseguimenti, sgommate, e una spettacolarizzazione che si era vista soltanto al tempo della tangentopoli del CAF dei pri anni 90, si concentranto unicamente su chi timbra il cartellino 5 minuti prima o su chi è portatore di qualche handicap.
Non sembrano azioni volte a contenere il malcostume e i privilegi che albergano da anni nel settore pubblico, ma soltanto lo sputtanamento dei dipendenti pubblici con il chiaro proposito di promuovere "il privato" che chiaramente a questo punto è "il bello".
Cosa gravissima e che a tale gioco si prestano le amministrazioni governate dal centro-sinistra, che si guardano bene dall'opporsi ai vari decreti di quel Brunetta, e che non si rendono conto che vengono sputtanate anche le loro gestioni.
E poi che dire di tutti quegli amministratori e consiglieri vari, a partire da quelli regionali, dove l'80 per cento sono dipendenti pubblici, anche della stessa regione e degli enti collegati, che sembrano contenti di questi sputtanamenti brunetta-berusconiani!
http://www.youtube.com/watch?v=Sp4UfwN5MlI
Ma mi sapete dire che cavolo centra la Regione con i problemi della giustizia e se i soldi e le risorse utilizzate sono atti legittimi?