La candidatura di Goracci: "E' stata una scelta necessaria: mentre gli altri si dilaniavano, noi parlavamo con la gente"

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di Daniele Bovi

L’uomo è navigato ma una certa emozione non la nasconde: “Non nascondo l’emozione per questa scelta – ha detto il sindaco di Gubbio Goracci durante la conferenza stampa di questa mattina – che rappresenta una parte di storia importante di questa regione”. Il Prc dunque, “di fronte allo spettacolo poco edificante del Pd”, propone un suo candidato alla presidenza. Una scelta, secondo Goracci, che andava fatta addirittura qualche giorno prima: “La scelta che oggi rendiamo nota - dice - non solo è necessaria, ma addirittura avremmo dovuto farla qualche settimana fa, perché la gente dell'Umbria non si può permettere di aspettare ancora che il Pd risolva le sue numerose problematiche interne. Facendo, in questo modo, un danno non solo a sé stesso ma a tutto il centrosinistra ed ai cittadini umbri. Un danno per il quale dovrebbe chiedere scusa''.

L’occasione delle primarie, secondo Goracci, servirà anche “per parlare ai tanti elettori della sinistra che ci sono in Umbria. Io di certo non sono un grande amante delle primarie, ma di fronte a questa incapacità del Pd questa scelta si è rivelata necessaria”. Goracci poi si sofferma sullo scenario politico degli ultimi mesi e sottolinea che “mentre il Pd è stato capace soltanto di dilaniarsi, senza però essere in grado di intercettare i sentimenti e la realtà della gente comune, questo lavoro è stato portato avanti dal Prc”. A sostegno della sua tesi il sindaco eugubino porta alcuni esempi: “Anziché di mandati, statuti e ricorsi, noi abbiamo provato a parlare, ad esempio, della grande emergenza del lavoro: ci siamo dimenticati della crisi della Merloni che sta mettendo in ginocchio 1070 dipendenti?”.

Oltre alle tematiche del lavoro, Goracci intende mettere sul piatto della discussione altri punti che lui ritiene decisivi per quella politica di sinistra che, come ha ribadito anche stamattina, “in questa coalizione non può mancare: c’è bisogno di chi ha una lettura diversa delle cose”. E allora, oltre a ribadire un no forte al nucleare e la necessità di una forte riflessione sulla laicità, secondo il sindaco c’è bisogno di una grande valorizzazione delle politiche ambientali, come un’intensa opera di ripubblicizzazione delle acque ad esempio. Così come c’è la necessità di un “ragionamento sulle infrastrutture: non parlo solo di strade e autostrade, che vanno fatte evitando di devastare il territorio, ma anche di infrastrutture immateriali come quelle telematiche che sono decisive per uno sviluppo della regione”.

SCHEDA BIOGRAFICA DI ORFEO GORACCI

Di professione maestro elementare, diviene segretario del PCI nel 1987, dopo tre anni passati alla guida della locale sezione della FGCI. Nel 1988 è capogruppo in Consiglio comunale, e nel 1989 viene nominato assessore all'ambiente e ai lavori pubblici.

Nel 1992 aderisce al Partito della Rifondazione Comunista. Nello stesso anno viene eletto alla Camera dei Deputati, dove resta fino al 1994, mentre dal 1995 al 2000 siede nel Consiglio regionale dell'Umbria, e per quattro anni è anche vice-presidente della Giunta regionale.

Nel 2001, sostenuto da Rifondazione Comunista, Verdi e una lista civica, viene eletto Sindaco di Gubbio al ballottaggio con 10.623 voti; è confermato nel ruolo di primo cittadino anche dopo le consultazioni del 2006, nelle quali riceve oltre 11.000 preferenze.

Membro del comitato politico nazionale di Rifondazione in quota alla mozione 1 (Ferrero, Grassi), Goracci è stato candidato alle elezioni europee del 2009 nella Circoscrizione Italia centrale per la lista anticapitalista formata da PRC e PdCI.

Inserito da daniele bovi il Sab, 30/01/2010 - 15:58

7 commenti

Sab, 30/01/2010 - 23:10 Signor_Gi ha scritto:

Spero proprio che questa volta non ci sia la solita marcia indietro e che rifondazione presenti autonomamente la candidatura di Goracci alla presidenza della Giunta regionale dell'Umbria.

Dom, 31/01/2010 - 12:50 giorgiosgarzi ha scritto:

Dom, 31/01/2010 - 11:29 giorgiosgarzi ha scritto:

giorgio sgarzi.

Condivido quanto detto dal sig_Gi,questo teatro l'abbiamo visto alle scorse elezioni, ad un certo punto ci fù la proposta di primarie di coalizione con Granocchia in campo.
La proposta rimase inascoltata e tutto ,per il PD,filò liscio come l'olio.
Rifondazione ha sbagliato ad aspettare l'ultimo momento per mettere in pista Goracci( in questo si vede la subalternità al PD).
Avrebbe dovuto mettere in campo Goracci ,non perchè costretta dalle contingenze esterne ma perchè parte di una scelta autonoma e di un progetto.
Il ritardo della proposta in un certo senso è,anche, il motivo per cui non è stata (nè sarà) accolta e penso sia altrettanto evidente che l'8 febbraio è inutile contrattare con Goracci sul tavolo,le primarie del 7 avranno designato un candidato e quel candidato non sarà assolutamente modificabile.
Un'altro elemento ,che dal loro punto di vista, è contro Goracci è dato dal fatto che egli non rappresenta, nè potrebbe essere altrimenti,la complessità degli interessi di costoro (penso non sia un segreto che non sono ideali e progetti che agitano le acque nel PD, sono gli interessi i piccioli).
Oggi la sinistra antagonista deve fare una scelta o investire nel futuro o perdersi dentro una coalizione che la porterà nel baratro che già,e da soli si sono preparati.
Se la sinistra antagonista, tutta la sinistra compresa l'area del non voto ,presenta un progetto di società e un programma credibile può aprire una nuova stagione politica che sia vicina alle persone ai loro problemi e coerente con le ragioni della proprioa esistenza.
All'ultimo congresso tutti erano d'accordo nel dire che gli allora DS non erano stati permeabili alle istanze della sinistra, credo che oggi non lo siano allo stesso modo ecco perchè ci vuole un pò di coraggio e rompere con uno schema che ha già prodotto danni incredibili alla sinistra

Lun, 01/02/2010 - 10:38 capuccetto_rosso ha scritto:

Non capisco se questo candidato presidente ci fa oppure se effettivamente c'é!
Credo, o meglio spero, che ci sia perchè non si possono prendere in giro gli elettori fino a tal punto.
La candidatura del Sindaco, come già visto, è soltanto una sceneggiata, una farsa, una presa in giro perchè Rifondazione Comunista, come fatto per le precedenti elezioni comunali e provinciali, non ha nessuna intenzione di presentare una candidatura autonoma e svincolata da questi "piddini".
Se quello che si sostiene fosse vero questo partito avrebbe dovuto gia prendere le distanze da questo centro-sinistra, che a livello nazionale preferisce fare accordi con Di Pietro anzichè con partiti i storici della sinistra che definiscono antagonisti e anacronistici, è uscire da tutte le maggioranze dove è soltanto sopportato. Rifondazione va bene solo e soltanto se obbedisce pedissiquamente.
Che questa sia soltanto una sceneggiata lo vedremo purtroppo molto presto, anche se ormai troppo tardi, per poter recuperare i danni combinati.
Vedrete, basterà infilare qualcuno nel famigerato listino a sei, dove il predestinato sarà sempre lo stesso visto che teme la competizione delle preferenze, e tutto rientrerà nei ranghi.
Ancora una volta gli elettori di sinistra saranno presi per i fondelli visto che per alcuni l'importante è esistere accomodandosi su qualche poltroncina pur demodè.

Lun, 01/02/2010 - 11:27 claudio fondelli ha scritto:

C'è a mio avviso un'errore strategico di fondo nella sinistra umbra (ma temo, non solo in quella umbra) nel mantenere un doppio binario nei rapporti con gli elettori/simpatizzanti/iscritti da un lato e con le altre forze del centrosinistra dall'altro. Continua a rivolgersi ai sui potenziali sostenitori assumendo posizioni e toni che la distinguono nettamente e prendono le distanze dalle altre forze di centrosinistra (PD in primis), ultimo la presunta candidatura di Goracci a presidente della regione (presunta perchè non viene sciolta l'ambiguità di cosa accadrà se il PD non accetterà di disputare delle primarie di coalizione), mantenedo tuttavia un rapporto stretto e collaborativo con tali forze al punto di arrivare sempre e comunque a definire un'accordo di legislatura con esse.
Una dicotomia questa che rischia a mio avviso di ridurre ulteriormente la sinistra in una posizione marginale, perchè difficilmente così, mantenendo questa schizzofrenia, potrà mai ispirare fiducia. Qualunque siano le ragioni (ipotizzando, così voglio credere, che non ce ne siano di personali) che hanno portato la sinistra a questa "schizzofrenia" credo sia necessario avere il coraggio di scegliere. Ho si rompe definitivamente con il centrosinistra considerando la sua parte maggioritarioa - il PD - incompatibile con le politiche che si vogliono promuovere oppure si chiarische che per ragioni storiche in questo momento la sinistra deve necessariamente convivere con le altre forze (se vuole contare qualcosa) ed i questo caso la smette con sceneggiate come quella di avanzare candidati alla presidenza (come ha già fatto con Granocchia e rischia di ripetere con Goracci) per poi ritirali in cambio di qualche posto di potere. Lo faccia la Federazione della SInistra e, a maggior ragione, lo faccia SEL scegliendo da subito o di sostenere con il PRC GOracci candidandolo comunque, oppure di appoggiare un candidato del PD nella corsa alla presidenza, perchè così il rischio per tutta la sinistra è di entrare poi dalla porta di servizio e non contare assolutamente niente. Certo, come sostiene chi mi ha preceduto, qualche sveglio dirigente avrà la sua sedia in cui sedersi, ma ai cittadini di sinistra dell'umbria ciò non servirà assolutamente a niente
c.f. [http://blog.libero.it/territorio/]

Lun, 01/02/2010 - 12:33 federico santi ha scritto:

federico santi

Io provo a dirvelo ancora una volta ma ho come l'impressione che siate troppo concentrati a elaborare il vostro castello di monomanie per ascoltare.

1 Un candidato serve per marcare un'autonomia reale e per non fare lo zerbino che aspetta all'infinito.
Dico all'infinito perchè, come avete sottolineato, già abbiamo aspettato troppo ma sempre meno di chi sta ancora aspettando.
Se avessimo accettato l'ennesimo rinvio di martedì ci saremmo sorbiti i vostri editoriale che sottolineavano che nemmeno ora riuscivamo ad avere un minimo di orgoglio.
E tutto ciò chiaramente riferito solo a rifondazione!
Gli altri partiti di sinistra non esistono, secondo voi, e questo mi fa molto piacere!

2 Tutti concentrati a capire che farà Vinti (che sorpresa quando vi accorgerete che il partito non è Vinti ma centinaia di giovani (noi ce l'abbiano!) che condividono, condizionano, contrastano le linèe politiche del segretario) e nessuno dei quattro acutissimi interlocutori che si incazzi con il vergognoso pdci, l'improponibile sel, l'opportunista idv che preferiscono, loro si, contrattare in queste ore una poltrona al caldo da coolaborazionisti del pd e non appoggiare un autorevolissimo candidato con la stessa responsabilità che abbiamo dimostrato noi in puglia per vendola!
Non pensano lorsignori che l'appoggio di tutte queste forze, chiesto con assiduità dal prc, avrebbe costretto il pd a farle queste primarie?
Quindi, poi, la colpa è di chi ci prova e non di chi determina, scientificamente, l'esito negativo!

3 Nemmeno San Gennaro sa che succederà se non accettano le primarie e tantomeno Vinti.
Nel partito ci sono molte sensibilità a riguardo e, come sempre, ci saranno riunioni con i delegati di tutti i circoli territoriali che discuteranno e, se necessario, voteranno per questa decisione.
E voi che siete così convinti che Vinti si alza la mattina e dice la prima cosa che gli viene in mente fatevi una ragione che così ci fanno carpinelli, bori, orlando, ronconi e la modena.

Lun, 01/02/2010 - 13:45 claudio fondelli ha scritto:

Gentile Federico Santi, rispetto il suo punto di vista (al di là del condividerlo o meno) e mi aspetto da Lei (come da chiunque altro) analogo rispetto. Può giustamente non condividere quanto io o altri sostengono, ma ci rifletta prima di convincersi che si tratti di monomanie di chi non ha altro modo di passare il tempo.
Per quanto mi riguarda il problema non è di cosa farà Vinti ma il futuro della sinistra in Umbria come in Italia (che naturalmente riguarda tutte le formazioni politiche che ad essa si richiamano, non è un caso che parlo di sinistra e non di sigle).
La questione che ho evidenziato - e sulla quale a mio avviso si dovrebbe riflettere/discutere (mi farebbe piacere anche un suo contributo in merito, dato che nel suo intervento non ha affrontato il tema) - è la schizzofrenia che la sinistra dimostra nel rivolgersi con toni apodittici nei confronti del PD e della loro politica (naturalmente con più di una ragione) ed al tempo stesso nell'inseguire un rapporto stringente di governo con esso (anche nel caso delle prossime elezioni regionali, come evidenzia l'aver atteso a lungo le scelte del PD per poi presentare una candidatura alternativa - rispetto alla quale non si dice cosa si farà in caso il PD non accetti primarie di coalizione e non depone certamente a favore il recente epilogo della "candidatura Granocchia"- solo dopo aver capito che il "cavallo" piddino su cui si scommetteva non avrebbe corso). Questo è il punto dirimente che rende la sinistra tutta non credibile nei confronti degli elettori e debole nei rapporti con gli alleati (perchè minacciare prima senza poi dare seguito ti marginalizza, come ti marginalizza la "debolezza di consenso" che tu stesso hai creato disorientando il tuo potenziale elettorato). Con questo mi guardo bene dall'elogiare il PD (nel suo complesso, mentre esistono al suo interno posizioni e personalità di tutto rispetto), non è questo il punto, mentre è centrale - a mio avviso - che la sinistra chiarisca se vuole essere di governo (in coalizione con il PD, dato che da sola non ha il consenso per farlo) o di lotta (in alternativa al PD). Le due cose insieme non stanno, la storia recente lo ha dimostrato (come lo dimostrano inequivocabilmente le percentuali di voto a cui la sinistra tutta si assesta). Eppure, mi sembra, che in Umbria (e non solo qui) ancora non si sia imparata la lezione.
Per superficialità o perchè, per convenienza, conviene continuare a fingere di non averla capita?
c.f. [http://blog.libero.it/territorio/]

Lun, 01/02/2010 - 18:29 federico santi ha scritto:

federico santi

Gentile Claudio Fondelli, il suo intervento era di matrice politica diverso rispetto agli altri e con motivazioni meno incentrate sulle colpe di Rifondazione e perciò il non rispondere non era di tipo evasivo ma semplicemente prova della parziale fondatezza delle sue analisi.
Anche gli interventi precedenti al suo avevano in se più di una ragione ma erano pervasi, a mio parere, di un ossessivo concentramento di attenzione nei confronti del nostro partito.
Noi sosteniamo, anche attraverso la federazione della sinistra, la nostra insufficienza a determinare un cambio di passo della politica regionale e nazionale e, proprio per questo, sappiamo di dover tentare in tutti i modi un rapporto con le altre forze della sinistra che poi è l'unico modo per esercitare una vera autonimia nei confronti del PD.
Noi potremmo andare orgogliosamente da soli ma con sel idv e pdci dentro all'accordo, e questo è già deciso, romperemmo non solo del fronte delle sinistre ma addirittura della federazione che è un tentativo di unità indispensabile.
si rischierebbe l'assenza di rappresentanza istituzionale anche in Regione con la sopravvivenza di satellitini docili e egemeonizzati dal pd.
Non sappiamo che succederà se non ci daranno le primarie di coalizione perchè gli organi dirigenti del partito si devono riunire di nuovo per prendere una decisione tanto importante e quindi Vinti non dice quello che faremo semplicemente perchè non ha il mandato per farlo.
Per finire il caso Granocchia si è svolto in modo per certi versi uguale ma diverso, uguale perchè uguale è stata la reazione della sinistra che si è subito schierata indignitosamente in blocco con il "compagno" guasticchi e diversa perchè si è detto niente primarie perchè nessuno le vuole e ti hanno messo in difficoltà, questa volta che le primarie ci sono che si inventano.
Per il momento rispondono con un imbarazzatissimo silenzio il che testimonia che sono in difficoltà.


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