lega nord umbria con bossi.jpg
ROMA - L'ufficio di presidenza del Pdl, riunitosi in assenza di Silvio Berlusconi ricoverato in ospedale dopo l'aggressione di domenica a Milano, ha ufficializzato alcune candidature per le prossime regionali. E’ stata confermata quella di Roberto Formigoni in Lombardia, già anticipata da tempo, come pure quella e la candidatura di Giuseppe Scopelliti in Calabria, di Renata Polverini nel Lazio e di Sandro Biasotti in Ligura. Il quadro fornito, ed è questa la notizia più ghiotta della giornata, segna una vittoria piena per la Lega che conferma quindi il forte potere di condizionamento che è in grado di esercitare sul centro destra: suoi saranno, infatti, i candidati nel Piemonte (Roberto Cota) e nel Veneto (forse Flavio Tosi invece di Luca Zaia). Ancora tutto da decidere, invece per la Campania e per altre regioni del Sud avendo deciso il vertice del Pdl di prendere tempo in attesa di sapere cosa intende fare l’Udc. Questo quadfro sta a significare che sono state superate le titubanza di chi, nel Pdl, nutriva seri dubbi sull’opportunità di cedere alla Lega due grandi regioni del Nord, ma in specie la decisione relativa al Veneto potrebbe non essere indolore, avendo già scatenato l'ira dell'attuale governatore Galan che si dice pronto a correre anche da solo per la conferma e promette battaglia definendo la decisione presa a Roma "peggiore di un tradimento". Come è noto lo stesso Galan aveva fatto balenare nelle settimane scorse, quando già si parlava di una sua possibile bocciatura, la possibilità di presentare una lista a suo nome, ma questa decisione non è stata per il momento ancora ufficializzata. Sul chi dovrebbe sostituirlo a capo della coalizione di centro destra i giochi sono però ancora aperti:la scelta è tra Luca Zaia, ministro dell'Agricoltura e nome in pole position, e Flavio Tosi, attuale sindaco di Verona. La bilancia in queste ultime ore comincerebbe infatti a pendere in favore di quest’ultimo, visto che i lumbard sono fortemente intenzionati a conservare il dicastero dell'Agricoltura che con la candidatura di Zaia potrebbe essere rimesso in discussione. In Piemonte invece sembra certa la corsa del capogruppo alla Camera Roberto Cota, quello che cantava “i napoletani puizzano”, contro l'attuale presidente Mercedes Bresso. Resta invece ancora insoluto il problema Campania. Il vertice del Pdl avrebbe deciso di rinviare la decisione per discutere il problema direttamente con Berlusconi. Il passo indietro di Nicola Cosentino appare ormai scontato, ma l'intesa sul sostituto ancora non c'è. Rinviate poi le decisioni anche sulle regioni meridionali (tra i fautori di un rinvio delle scelte ci sarebbe il ministro Raffaele Fitto) con l'obiettivo di agganciare l'Udc. Non è mistero infatti che lo stesso Berlusconi abbia insistito più volte sulla possibilità di siglare intese locali con i centristi. E la scelta del candidato della Puglia potrebbe essere l'occasione. Infine restano ancora vuote le caselle delle regioni 'rosse' su cui alcuni dirigenti del Pdl hanno chiesto del tempo per un ulteriore approfondimento prima scegliere. Condividi