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TREVI – La specie umana si moltiplica in modo esponenziale penalizzando lo sviluppo di altre vite. Tutto ciò può creare un cortocircuito che, se non interrotto, ridurrà sempre di più la biodiversità del pianeta. Con l’obiettivo di fermare un processo preoccupante la Regione Umbria ha creato l’Osservatorio Regionale sulla Biodiversità che contribuirà a salvaguardare la diversità culturale, vegetale e animale che caratterizza il territorio umbro. Oggi la struttura, nata per iniziativa della Regione Umbria e dell’Università degli Studi di Perugia, è stata presentata ufficialmente a Villa Fabri di Trevi, la secentesca villa (già sede della Rete regionale di Ville e Giardini Storici aderente alla Rete Europea) in cui avrà la sua collocazione permanente. Per l’occasione il Servizio Aree Protette e Valorizzazione dei Sistemi Naturalistici e Paesaggistici, diretto da Paolo Papa, ha organizzato un “workshop” sul tema “Biodiversità tra tutela e sviluppo sostenibile”, al quale hanno partecipato il vicepresidente della Giunta regionale Carlo Liviantoni, il direttore regionale Ernesta Ranieri, il preside della Facoltà di Agraria di Perugia Francesco Pennacchi, esperti e tecnici del settore e il direttore generale del Ministero dell’Ambiente Aldo Cosentino. In apertura il sindaco di Trevi, Giuliano Nalli, ha portato il suo saluto. “L’Osservatorio – ha spiegato il vicepresidente Liviantoni – fa tesoro di tutti i progetti realizzati dalla Regione e diventa un eccezionale strumento di programmazione e pianificazione. Con l’entrata a regime della struttura si conclude un percorso, che ha visto la Regione Umbria impegnata in una serie di adempimenti ed iniziative, dal riordino della procedura di valutazione d’incidenza al progetto di rete ecologica regionale e alla realizzazione dei piani di gestione dei 105 siti di ‘Natura 2000’. L’incontro di oggi – aggiunge - oltre che a rappresentare un utile momento di riflessione sul lavoro svolto, servirà a delineare il quadro delle future linee di sviluppo”. L’Osservatorio ha tra i suoi obiettivi il monitoraggio della biodiversità attraverso la raccolta e validazione dei dati, la loro archiviazione anche in ambiente “GIS”, l’aggiornamento della banca dati schede Natura 2000, la progettazione e la consulenza per soggetti pubblici e privati, la diffusione dell’informazione, della didattica. Tra gli altri scopi rientrano il supporto al Servizio regionale Aree protette per tutte le tematiche di alto profilo ambientale, compresa la progettazione a forte connotazione territoriale, l’organizzazione di convegni nazionali e internazionali. “Il 2010 sarà dedicato allo studio e alla tutela della biodiversità – ha detto il direttore regionale, Ernesta Ranieri – Ufficializzare in questo momento l’avvio dell’Osservatorio significa rinnovare l’impegno della Regione a lavorare per mantenere la biodiversità con azioni integrate che ne ostacolino la riduzione. Si tratta di un impegno costante ed intersettoriale con azioni che si intersecano su vari piani”. Nel corso del “workshop”, è stato presentato il nuovo sistema “web gis” per la pubblicazione dei dati del Servizio e realizzato interamente con software Open Source. Il sistema prevede che l’accesso ai dati sia possibile attraverso qualunque Browewswr Web o applicativo GIS, sia esso Open Source o proprietario. Condividi