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Dopo "Non ti muovere", con una scrittura che è cifra inconfondibile di identità letteraria, Margaret Mazzantini ci regala un romanzo-mondo, opera trascinante e di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematica come una parabola. Una catarsi che dimostra come attraverso tutto il male della Storia possa erompere lo stupore smagato, sereno, di un nuovo principio. Margaret Mazzantini presenta a Perugia "Venuto al mondo", venerdì 27 novembre presso la Sala dei Notari alle ore 18.00, nell’ambito della rassegna Incontri d’autore, organizzata dall’Agenzia di Comunicazione Il Filo di Arianna in collaborazione con l’ADiSU. L’incontro, introdotto da Maurizio Oliviero, amministratore unico ADiSU, sarà moderato da Giovanna Zucconi. "Venuto al mondo" è una grande storia di amore e sofferenza che trova il suo “centro” a Sarajevo, in Bosnia-Erzegovina, prima nel momento felice delle Olimpiadi invernali del 1984, poi tragicamente durante le vicende dell’assedio della città (tra il 1991 e il 1992). Protagonista e io narrante della vicenda è Gemma, una ragazza romana che si reca a Sarajevo, nell’84, per scrivere la sua tesi di dottorato su Ivo Andric. Nella capitale bosniaca Gemma diventa amica di Gojko, giovane, eccentrico poeta, che la introduce alle molte anime della città e le presenta Diego, un giovane fotografo genovese giramondo. Da quel momento Gemma e Diego saranno uniti da una travolgente, tenerissima passione, che però riserva loro anche un viaggio nei recessi più oscuri del dolore di una coppia… Non riuscendo ad avere figli, Gemma e Diego percorrono fino in fondo il calvario che passa per l’adozione e la fecondazione assistita, fino a decidere di tornare nel luogo che ha visto nascere il loro amore, Sarajevo. Con tutta la forza e la vibrante onestà che caratterizza le sue pagine Margaret Mazzantini affronta i grandi temi del rapporto fra genitori e figli, e, levando un alto, potente grido contro l’orrore della guerra, intesse un romanzo al tempo stesso epico e intimo. L’autrice Margaret Mazzantini è nata a Dublino e vive a Roma. Ha esordito nel 1994 con "Il catino di zinco" (premio Selezione Campiello e Rapallo-Carige). Per il teatro ha scritto "Manola" (Mondadori, 1998) e, nel 2000, "il monologo Zorro" (Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, 2004). Nel 2001 scrive il romanzo "Non ti muovere", che ha vinto, tra gli altri, il Premio Strega, il Premio Rapallo-Carige, il Premio Grinzane Cavour, da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Sergio Castellitto. Condividi