PERUGIA – Addio speranza di cancellare il deposito cauzionale richiesto da Umbra Acque, il Tribunale di Perugia, con ordinanza cautelare dell’8 marzo, ha ribadito la legittimità degli articoli 21 e 21 bis del regolamento del servizio idrico integrato negli Ambiti 1 e 2 dell’Umbria e ha dichiarato inammissibile qualsiasi domanda di condanna alla restituzione di somme già versate, il che significa la conferma della “validità dell’istituto del deposito cauzionale e delle modalità con cui esso deve essere regolato e applicato anche ai contratti già in essere”.

Unico appunto a Umbra Acque, da parte del tribunale perugino, di non aver “informato adeguatamente e per tempo gli utenti delle modalità con cui avrebbe applicato l’istituto”. La società prima annuncia un altro reclamo sul questo punto specifico, poi sottolinea che “l'applicazione del deposito cauzionale era già stata sospesa sin dal marzo 2012”. Comunque “chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto”.

Ma non finisce qui perché un’altra tegola si sta per abbattere su tutti i consumatori e questa volta il colpo viene loro inferto dall’Autorità dell’Energia e del Gas che con una sua recente delibera ha deciso di dare il via dal 1 gennaio 2024, a livello nazionale, all’estensione generalizzata del deposito cauzionale a tutti gli utenti, con l’eccezione delle fasce sociali disagiate, e senza alcuna riduzione per i “buoni pagatori”.

Questa volta sul piano di principio Umbra Acque boccia la decisione, ma di “piega” poi al volere superiore per cui, annuncia che “si darà corretta attuazione alle decisioni dell’Autorità nazionale nei tempi e nei modi previsti in delibera, anche tenendo conto dei provvedimenti giurisdizionali sin qui emanati dal Tribunale di Perugia”. Dunque tutti, o quasi, saremo chiamati a versare obtorto collo il “legittimo” deposito cauzionale.

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