Hugo Chavez: un leader...
di Simone Cumbo
A leggere la stampa italiana (Repubblica in primis...) riguardo la morte di Hugo Chavez (Presidente del Venezuela) si rimane basiti. Un «caudillo" secondo il quotidiano organo semiufficiale del PD salvo poi ricordarsi che «ha vinto quattro elezioni consecutive"
Paragonare Chavez ai vari Pinochet, o ai vari dittatori, che hanno seminato nel corso degli anni dolori e sofferenze ai popoli latinoamericani, e che sono stati sostenuti dalla «democrazia americana" (Kissinger in testa...), è veramente fuori luogo. E' bene ricordare a questi giornali pseudo-progressisti, che Chavez, come riporta IlSole24ore del 18 agosto 2011, ha «nazionalizzato l'industria dell'oro e le attività contigue al settore estrattivo per sottrarlo al controllo della «mafia». È con le rendite delle nazionalizzazioni si è finanziata sanità, istruzione e programmi sociali, che hanno ridotto la povertà e riscattato i ceti meno abbienti.
Chavez ha sempre sostenuto l’autosufficienza del continente sudamericano. Un concetto che ha sempre ribadito sostenendo la necessità di una moneta unica e una “Banca del sud”, che si affranchi da quella che considerava, non a torto, “la dittatura dell’FMI”.
Un grande rivoluzionario, un leader vero, che ha cambiato in meglio il volto del Venezuela, dell’America Latina e del mondo. Ha ridato dignità alle persone semplici e oneste.
Ora ci sarà sicuramente chi vorrà il ritorno del Venezuela all’abituale status di servetto docile del potere imperiale, quello dei privilegi dell’oligarchia e l’annullamento delle conquiste rivoluzionarie conseguite negli ultimi quindici anni. E forse andrà proposta una Commissione internazionale d’inchiesta che faccia pienamente luce sulle circostanze della malattia e della morte del Presidente venezuelano...
Infatti sono inquietanti le dichiarazioni di Nicolas Maduro (vice-presidente del Venezuela), secondo le quali alle radici della malattia che ha ucciso Chavez ci sarebbe un avvelenamento da parte di agenti esterni. Certo, non sarebbe la prima volta. E’ probabile che di un avvelenamento da polonio sia morto Yasser Arafat, e la storia, per limitarsi ai fatti oramai noti, della Cia e di enti analoghi, è piena di tentativi, a volte riusciti, di eliminare i nemici politici degli Stati Uniti fisicamente.
Questa notizia ha fatto gridare la solerte stampa italiana al «ridicolo» e allora ricordiamo questo articolo tratto dal «filo-occidentale» quotidiano La Stampa del 03-07-2012:
«Tracce di plutonio radioattivo, in quantità elevate ed anomale, sono state ritrovate sugli abiti indossati da Yasser Arafat e suoi suoi effetti personali, utilizzati negli ultimi giorni di vita dell'ex leader palestinese. E' quanto emerge dalle conclusioni delle accurate analisi di laboratorio effettuate in Svizzera, secondo quanto riferisce oggi l'emittente panaraba al Jazeera. Arafat morì l'11 novembre 2004 in un ospedale militare di Percy, alla periferia di Parigi.
Le analisi sono state compiute su campioni biologici prelevati, in particolare, sulla kefia e sullo spazzolino da denti di Arafat, che erano stati riconsegnati alla vedova del leader palestinese dalla dirigenza dell'ospedale di Percy. «La conclusione è che abbiamo trovato un livello significativo di plutonio in questi campioni», ha detto il direttore dell'Istituto di Radio-Fisica di Losanna, François Bochud.
La scoperta torna dunque ad alimentare i sospetti sul presunto avvelenamento dell'ex leader palestinese. I circa 50 medici che hanno avuto in cura Arafat non hanno mai saputo dare una spiegazione esatta delle regioni del rapido deterioramento delle sue condizioni di salute. I
palestinesi hanno accusato Israele di avere complottato per la sua morte. Per confermare la tesi della morte per avvelenamento da plutonio, occorrerebbe riesumare la salma di Arafat e procedere ad ulteriori analisi, ha detto il direttore dell'Istituto di Losanna.
Il plutonio è la stessa sostanza radioattiva che fu utilizzata nel 2006 a Londra per avvelenare l'ex spia russa Alexander Litvinenko».
Altro che ridicole fantasie!!!!




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