Sinistra per Gualdo: Basta centri commerciali. C'e una Gualdo che si risveglia
C'è una Città che si sta risvegliando, alza la testa e dice basta ai centri commerciali, a queste nuove cattedrali del consumo dove le relazioni sociali si riducono ad un intreccio meccanico di una moltitudine di solitudini e dove i cittadini sono considerati alla stessa stregua di mucche da mungere.
A Gualdo ce ne sono tanti, ma siamo tutti più poveri, la crisi non vede fine, il lavoro non c'è, quello che c'è è iperprecario, gli spazi pubblici di relazione, a partire dalla piazza, sono sempre più deserti, aumentano esclusione e fragilità sociali. Finalmente, c'è una Gualdo che si risveglia e rifiuta i falsi miraggi di un modello di sviluppo miseramente ed impietosamente naufragato, sotto gli occhi di tutti.
Come promotori dell'iniziativa referendaria organizzata contro l'ipotesi di realizzazione di un ennesimo centro commerciale apprezziamo tantissimo e vogliamo ringraziare il Movimento Cinque Stelle di Gualdo Tadino e Sinistra Ecologia e Libertà per il sostegno e l'incoraggiamento accordati alle ragioni della petizione popolare e della richiesta di convocazione di un referendum popolare consultivo che verrà discussa domani in consiglio comunale.
Si rafforzano così le buone ragioni per una Gualdo più sostenibile, dove la qualità della vita non si misura con il cemento che si arma e dove il lavoro non si crea solo per il tempo di un grande cantiere e a scapito del lavoro buono che ancora c'è, quello della rete delle piccole imprese commerciali e dei negozi di prossimità che svolgono anche una grande funzione sociale di servizio ai cittadini, di riequilibrio demografico, di presidio degli insediamenti storici.
Abbiamo appreso che il Sindaco e la Giunta hanno addirittura improvvisato una conferenza stampa alla quale hanno "partecipato" le maestranze delle imprese edili interessate dal progetto dell'ex consorzio. Questa cosa ci indigna: se siamo giunti a questo significa che in questa Città siamo alla frutta e stiamo più che velocemente scivolando verso una situazione "meridionale", anche sotto il profilo culturale. L'edilizia, anche a Gualdo, non è certo in crisi perchè non si fa un altro centro commerciale: quel centro commerciale. La sua crisi trova radici in cause ormai note a tutti e necessita di risposte completamente alternative a quelle che si profilano nell'intervento dell'ex consorzio, che, peraltro, potrebbe diventare il colpo di grazia proprio per l'incertezza e l'approssimazione con cui è nato e si sta sviluppando. Stendiamo infine un velo pietoso sul presunto "ritorno" pubblico dell'opera. Le "capacità previsionali" del Sindaco e di questa Giunta l'abbiamo d'altronde viste all'opera e verificate minuziosamente sull'affaire cave e la realtà non è propriamente benevola con costoro.
Nel consiglio comunale di domani la vera posta in gioco è la Gualdo che vogliamo nel futuro: o quella dello strapotere della rendita sul lavoro, dei centri commerciali che segnano oramai ininterrottamente il tessuto urbano della Città e negativamente la sua coesione sociale, del primato del cemento sulla riqualificazione urbana, della prevelanza del profitto di pochi sull'interesse generale. O la Gualdo che difende, contro la crisi, l'economia delle piccole imprese e della piccola distribuzione commerciale, della socialità autentica e profonda che non si sviluppa certo tra gli incroci degli scaffali di un supermercato e negli scontri dei carrelli della spesa, della qualità della vita, del bene e dei beni comuni e della capacità di immaginare e realizzare un rilancio della propria economia proprio nella valorizzazione delle sue peculiarità storiche, ambientali, culturali e civili e nella capacità di innovazione, riconversione e diversificazione delle sue attività.
Quello che ci propone la Giunta Morroni è quello che si è già visto. Quello che si propone di fare la cordata di privati per l'ex consorzio, è quello che si è già fatto. I frutti sono evidenti. Oggi c'è una Gualdo che vuole cambiare e tentare altre strade, almeno per ciò che concerne l'utilizzo di una proprietà collettiva. Questa Gualdo merita di essere ascoltata e, senza alcuna drammatizzazione delle conflittualità, quella posta in gioco merita più partecipazione e deve essere il frutto di una pronuncia collettiva e condivisa. Il referendum serve a questo. La Giunta ed il consiglio comunale non possono opporsi alla democrazia e alla possibilità dei gualdesi di decidere del futuro della Città e dell'utilizzo di un bene comune.
Gianluca Graciolini




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