PERUGIA – La Prima Commissione del Consiglio regionale ha avviato oggi la discussione del disegno di legge della Giunta “Norme di organizzazione del servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei rifiuti”. Il voto sull'articolo 1 del disegno di legge si è concluso con una bocciatura: 5 no (Pd, Pdl e Fd'I), 1 astenuto (Udc) e 1 sì (Idv). Con il voto negativo sull'articolo 1 la Commissione ha di fatto espresso parere negativo sull'intero disegno di legge. Spetterà ora alla Giunta regionale valutare se ritirare l'atto o far proseguire l'iter legislativo con il voto in Aula.

All'avvio dei lavori, prima del voto sull'articolo 1, erano stati approvati due emendamenti firmati da Oliviero Dottorini (Idv) in merito alla strategia “rifiuti zero” e all'acqua come “bene comune, privo di rilevanza economica e non assoggettabile a ragioni di mercato” (mirato, come anche una proposta di Damiano Stufara, Prc, “a porre la questione del rispetto dell'esito del referendum del giugno 2012”). La seconda proposta è stata ritenuta non accoglibile dall'assessore Silvano Rometti in quanto “una analoga legge della Campania è stata dichiarata incostituzionale di recente, quindi saremmo sicura della impugnazione della nostra legge”. Per Dottorini però “la previsione va inserita lo stesso, anche a rischio di un ricorso, per dare seguito a quanto previsto dal referendum, a quanto chiesto da milioni di italiani e per portare il nuovo Esecutivo nazionale a legiferare in modo conforme all'esito del referendum”. Su questo emendamento si sono registrati 4 voti positivi di Idv, Prc, Pdl e Fratelli Italia e 4 contrari di Pd e Udc: ha dunque prevalso il voto del presidente Dottorini.

 

Immediata la reazione dello stesso presidente Dottorini che ha così commentato quanto accaduto:

“E' bastato dire che l'acqua deve essere considerata un bene comune privo di rilevanza economica e che sui rifiuti si deve perseguire la strategia 'rifiuti zero' perché il Pd decidesse di bocciare l'intera legge proposta dalla Giunta regionale. Non riuscendo a respingere i nostri emendamenti hanno preferito bocciare l'intera legge. Evidentemente il partito di maggioranza relativa preferisce mettere a repentaglio la credibilità della maggioranza e dell'Esecutivo pur di non andare a toccare interessi privati nella gestione dei servizi pubblici: ma la volontà di milioni di cittadini è chiara e non può essere messa sotto i piedi e sacrificata alle mere logiche di mercato”.

Dottorini evidenzia poi: “I nostri emendamenti, approvati dalla Commissione, puntavano a garantire una gestione pubblica dell'acqua e a perseguire strategie innovative nella gestione dei rifiuti. Troppo, evidentemente, per chi sembra incapace di svincolarsi dalle logiche bocciate da 27 milioni di cittadini che si sono chiaramente espressi attraverso un referendum. Da parte nostra riteniamo giusto e opportuno segnare un punto politico sul tema della gestione pubblica dell'acqua e su una corretta gestione dei rifiuti. Ribadire tali principi avrebbe avuto il merito di porre con forza una questione politica che anche a livello nazionale non può più essere ignorata. L'acqua è un bene comune che non può essere oggetto di speculazione. Per questo – conclude - riteniamo giunto il momento di avviare un serio studio di fattibilità al fine di garantire agli umbri una gestione pubblica e partecipata dell'intero servizio idrico, affinché la ripubblicizzazione diventi una realtà concreta e non rimanga solo una buona intenzione".

 

E poi si stupiscono per il fatto che tanti cittadini, anche umbri, abbiano scelto Grillo anziché il Pd! Evidentemente la dura lezione subita non gli è bastata e continuano nei loro giochetti. Ma per quanto ancora?

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