“Una donna libera e forte come avrebbero dovuto essere i cittadini impegnati nelle istituzioni e nella società per quel popolarismo a cui Paola Pillitu è appartenuta per estrazione e scelte personali”: così il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta ricorda Paola Pillitu, scomparsa nella giornata di martedì 26 febbraio, unendosi al dolore “della famiglia e di chi ha condiviso con lei la dura prova della malattia per una perdita che avvertiamo non circoscritta alla sfera politica e culturale, dove la professoressa Pillitu si è distinta per un protagonismo originale e generosamente disinteressato, mettendosi al servizio della comunità tifernate, che ha sempre considerato la sua gente, la sua casa. Refrattaria alla contrapposizione ideologia, Paola Pillitu ha attraversato la vicenda cittadina degli ultimi venti anni, sperimentando da candidata nel 1993 la legge per l’elezione diretta del sindaco e quindi proponendosi ai suoi concittadini nel 2011 per il governo della città nell’ottica di quell’alternativa che per la liberale Paola Pillitu era il cuore della democrazia. Non ci siamo mai trovati dalla stessa parte ma né da sindaco né da avversario politico posso dire di averla percepita dalla parte opposta, come testimoniano tanti appassionati interventi e il suo stile in consiglio comunale. Non è stata solo la figlia di un padre eccellente, è stata Paola Pillitu, una donna combattiva e discreta il cui percorso umano merita una considerazione non minore di quello politico. Salutandola, ci consola aver condiviso con lei l’intitolazione alla memoria di Luigi Pillitu del largo antistante il Cinema Vittoria, a cui il nome della famiglia è indissolubilmente legato, conoscendo il valore che tale riconoscimento aveva per una storia di cui Paola si sentiva parte e di cui ha scritto pagine che non saranno dimenticate”.

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