Il voto delle politiche dimostra senza ombra di dubbio che la voglia di cambiamento della gente è estremamente forte e con tratti anche radicale.

 

Certamente il PD in questa fase si trova a gestire un passaggio delicatissimo in cui ha l’ onere di provare a costruire una base di governabilità del Paese e mantenere ben salda una linea programmatica vocata alla serietà e alla stabilità del sistema.

La forte spinta del movimento 5 stelle, che è il primo partito alla Camera , deve far ammettere che la chiave di rinnovamento della classe dirigente del centro- sinistra non è stata colta dall’ opinione pubblica e sicuramente non era cosi fuori luogo chi all’ interno spingeva per far emergere l’ elemento del cambiamento come fondamentale per la credibilità del PD e del suo programma riformatore.
Il rinnovamento o si è capaci di coglierlo o si rischia di subirlo, e ciò è avvenuto nelle ultime politiche.

 

Dire che se a guidare il PD vi fosse stato Renzi probabilmente l’ esito sarebbe stato diverso è una consapevolezza diffusa dall’ opinione pubblica e non è  oltraggio dirselo anche all’ interno della classe dirigente del partito, è solo onestà intellettuale.

Ma ora il tempo dei se e dei ma non porta a nulla, serve aprirsi al confronto, se lo riterranno opportuno, con coloro che rappresentano anche “ criticamente”  un sentimento di rinnovamento e    dialogare sulle riforme, senza snaturare il programma concreto del centro sinistra incentrato su lavoro e crescita in uno scenario di serietà nel sistema internazionale.

 

Spero che terminato il momento della critica ora si operi nella fase della costruzione, questo è quello che si aspettano tutti,non può prevalere la logica del tanto peggio tanto meglio.

 

Luca Secondi ( Ass. Comune Città di Castello)

 

Luciano Domenichini ( consigliere PD Comune Città di Castello)

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