Disaffezione degli elettori o semplicemente colpa del freddo e della neve e del fatto che nel 2008 si votò in aprile con temperature e situazioni climatiche molto più invitanti? Solo tra qualche ora, alla chiusura dei seggi, si potranno trarre conclusioni, il dato di ieri sera alle 22 mostra comunque un crollo dell'affluenza alle urne.

Sono andati a votare per la Camera circa 55 elettori su 100 (55,18% per la precisione). Alla stessa ora, cinque anni fa, l'affluenza era stata del 62,55%. Nel 2008 si finì (il lunedì alle 15) con l'80,5%. Una proiezione del dato di ieri porterebbe a un'affluenza poco sotto il 75% tra le più basse della storia repubblicana. Migliora, invece, il dato delle regionali. Per il Lazio (si votò nel marzo del 2010) si registra una crescita: dal 41,66% al 53,19% (ma c'è il trascinamento del voto politico). Anche in Lombardia c'è un incremento di quasi dieci punti: dal 48,54 del 2010 al 57,86%. In Molise, infine si registra un calo: dal 48,53 (ottobre 2011) al 41,49.

 

Un calo abbastanza omogeneo con punte nelle zone più fredde, ma anche in alcune regioni meridionali, dove non ci sono stati gravi problemi di maltempo. Uno dei dati peggiori si registra nella circoscrizione di Lombardia 2 (province di Bergamo, Brescia, Varese, Como, Lecco, Sondrio) dove nevicava e faceva freddo e dove si potrebbe pensare (in termini politici) a una qualche difficoltà della Lega Nord. Ma disaffezioni significative si verificano anche in Campania 2 (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno) dove si passa dal 58,36% al 47,96%, nel Lazio 2 (Frosinone, Latina, Rieti e Vitebo) dove l'affluenza cala dal 62,71% al 53,42% e in entrambe le circoscrizioni siciliane che perdono nove e otto punti rispetto al 2008.

Il dato migliore si registra in Piemonte 1 (Torino) dove si scende di circa un punto e mezzo (dal 61,76% al 60,15%), nelle due circoscrizioni venete (meno 2,5/3 punti) e in Liguria (meno 4). Cali considerevoli ma sotto la media in Emilia Romagna (5%) e Toscana (quasi 6%).

Il voto dei leader politici. Ieri si è votato dalle 8 fino alle 22 e le urne saranno aperte anche lunedì dalle 7 alle 15. In campo ci sono le coalizioni di Bersani, Berlusconi, Monti, Grillo, Ingroia, Giannino più una miriade (oltre 25) di liste minori o locali . Per i governatori la sfida è tra Maroni-Ambrosoli,  tra Zingaretti-Storace e tra Iorio e Di Laura Frattura. A poche ore dall'apertura dei seggi il premier uscente Mario Monti ha votato alla scuola elementare di piazza Sicilia nel capoluogo lombardo. Il Professore è arrivato a piedi, accompagnato dalla moglie Elsa, dalla figlia e dai nipotini. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha invece votato a Roma, nel quartiere Monti, insieme alla moglie Clio. Il segretario Pd Pier Luigi Bersani ha votato nella sua città, Piacenza poco dopo le 11, mentre Antonio Ingroia ha dato il suo voto a Palermo. Ancora una volta, sebbene questa volta involontariamente, è comunque Silvio Berlusconi a ritrovarsi protagonista sulla scena per la protesta in topless (con tanto di scritta sul corpo seminudo 'Silvio Basta') di tre attiviste del gruppo Femen, in seguito bloccate e fermate dalle forze dell'ordine.

Foto alle schede elettorali, bufera sui grillini. Si è fatto attendere e ha votato a Genova nel secondo giorno il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo. Domenica il suo movimento si è ritrovato al centro di un caso via web: su Facebook e Instagram sono circolate fotografie delle schede elettorali con tanto di contrassegno sulla casella del Movimento 5 Stelle, un gesto che viene sanzionato come reato. Contestazione del Movimento anche in alcuni seggi di Grosseto, dove gli scrutatori sono stati costretti a interrompere il voto per sostituire le matite copiative perché i rappresentanti di lista di Grillo hanno eccepito sulla loro conformità alla normativa.

 

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