PERUGIA - Mons. Arduino Bertoldo, vescovo emerito di Foligno, è morto ieri sera all'ospedale di Vicenza, sua città d’origine, dove era ricoverato. Appresa la notizia, gli arcivescovi e i vescovi dell'Umbria hanno espresso ai familiari e alla comunità diocesana folignate, che l'ha avuto suo pastore per sedici anni, il loro “profondo cordoglio, affidandolo alla misericordia di Dio perché gli conceda il premio promesso ai suoi servi buoni e fedeli”.

Il presule era nato a Castelnuovo di Isola Vicentina, Diocesi di Vicenza, il 30 dicembre 1932, dove era tornato dopo il suo ministero episcopale svolto nella Diocesi umbra dal 1992 al 2008.

Mons. Bertoldo, ordinato sacerdote il 22 marzo 1958 del Clero di Civita Castellana (Vt), fu eletto vescovo alla sede vescovile di Foligno il 10 ottobre 1992 e ricevette l'ordinazione episcopale il 21 novembre 1992.

Nella Conferenza episcopale umbra (Ceu) ricoprì le deleghe al Sostegno economico alla Chiesa, al Laicato e alla Liturgia.

“La notizia della morte di mons. Arduino Bertoldo non giunge inattesa – ha dichiarato l’attuale vescovo di Foligno, mons. Gualtiero Sigismondi - e il dolore della sua scomparsa è mitigato dalla luce pasquale, che iniziamo ormai a scorgere”.

“La liturgia della Settimana santa, sapientemente strutturata - continua mons. Sigismondi in una nota della diocesi - ci aiuta ad entrare nel mistero della passione e della morte, nel quale il mio predecessore è stato unito a Cristo nell'attesa della Risurrezione. In questo contesto liturgico, che per non far distogliere lo sguardo dal Crocifisso risorto esclude persino la celebrazione delle esequie, tornano alla mia mente i ricordi di un uomo buono e disponibile, di un pastore fedele e profondamente discreto, di un vescovo che, animato da 'nobile semplicità', si è 'fatto tutto a tutti', specialmente nel buio periodo del terremoto e nella successiva fase della ricostruzione”.

La celebrazione funebre sarà presieduta dallo stesso mons. Sigismondi e si svolgerà martedì 10 aprile alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di Castelnovo di Isola Vicentina. Successivamente sarà anche celebrato un rito di suffragio nella cattedrale di Foligno.

“Sentimenti di profondo cordoglio” per la morte di mons. Bertoldo sono stati espressi anche dal sindaco di Foligno, Nando Mismetti, a nome dell'amministrazione comunale.

Il primo cittadino ha ricordato in una nota che il presule scomparso “aveva guidato la diocesi folignate dal 1992 al 2008 mostrando grande attaccamento alla città e particolare impegno nella sua guida pastorale”. “Ricordo – ha poi continuato - il suo fattivo contributo durante il periodo dell'emergenza successiva al sisma in cui aveva dato il suo apporto mostrando particolari doti umane nell'alleviare le difficoltà della popolazione, colpita dal terremoto. Scompare una figura importante che ha dato tanto alla città”.

Anche il presidente del Consiglio regionale, Eros Briga, ha sottolineato il ruolo svolto dal presule nel periodo del sisma che colpì la diocesi e della ricostruzione.

“Monsignor Arduino Bertoldo – scrive infatti in una nota della regione - sarà ricordato soprattutto per la vicinanza e la cordialità verso la sua gente, verso una realtà frastornata dal terribile terremoto del 1997, ed è stato ancora lui ad accompagnare la città nella fase della ricostruzione”.

“Nei 16 anni di episcopato - ricorda ancora Brega - monsignor Bertoldo ha sempre avuto un rapporto franco e di collaborazione con le istituzioni locali, dando vita ad una sinergia di altissimo profilo sociale”.

Pur nel rispetto che si deve a chi non c'è più, dobbiamo però dire che di mons. Bertoldo si ricordano anche alcune sue più recenti discutibili prese di posizione, che hanno fatto non poco scandalo, riguardo alla violenza sulle donne e sui preti pedofili.

Infatti, secondo il vescovo emerito, che definì “una ragazzata” la storia del premier con Ruby rubacuori, allora minorenne, le donne indurrebbero in tentazione i loro stupratori e con l'aborto farebbero più vittime dei preti pedofili.

"Se una donna cammina in modo sensuale o provocatorio, qualche responsabilità nell'evento ce l'ha perché anche indurre in tentazione é peccato". Ha sostenuto. 

Per cui, secondo quest'uomo talmente timorato di Dio che aveva deciso di dedicargli la sua vita, se una donna, di qualsiasi età, viene picchiata, violentata, stuprata, in qualche modo se la sarebbe andata a cercare.

 

Condividi