PERUGIA - La Corte d'appello di Perugia ha assolto oggi ''perche' il fatto non sussiste'' il magistrato Pierluigi Baccarini, accusato di corruzione in atti giudiziari per presunte irregolarita' quando era in servizio alla sezione fallimentare del tribunale di Roma. In primo grado era stato condannato a quattro anni di reclusione (tre condonati) ma oggi i giudici lo hanno dichiarato estraneo agli addebiti dopo una camera di consiglio durata circa cinque ore.

Il magistrato era accusato di avere ''pilotato'' alcuni procedimenti fallimentari tra i quali quello della societa' che amministrava il patrimonio immobiliare della ex Democrazia Cristiana. Assolti dalla Corte d'appello con la stessa formula anche i commercialisti Luciano Quadrini (che era stato condannato a due anni) ed Ercole Pugliese (condannato a tre anni). Baccarini era stato accusato dalla procura perugina di avere gestito in maniera scorretta alcuni dei piu' ricchi fallimenti trattati a Roma tra il 1999 e il 2004, facendo in modo che due professionisti - in base all'addebito iniziale - ricevessero ingenti compensi operando nell'ambito di questi procedimenti.

In cambio il magistrato avrebbe ricevuto - aveva ritenuto la procura di Perugia - somme di denaro e altre utilita'. Addebiti pero' ai quali gli imputati sono estranei secondo i giudici d'appello perugini. L' inchiesta venne avviata a Roma e trasferita a Perugia per competenza territoriale.

Alla lettura della sentenza hanno assistito in aula gli imputati Baccarini, Pugliese e Quadrini. Tutti hanno sempre rivendicato la correttezza del loro comportamento, respingendo le accuse che erano state mosse nei loro confronti.
 

Condividi