Con il trionfo dello schieramento di centro-sinistra che si sta prospettando alle elezioni legislative di oggi, sara' con tutta probabilita' Zoran Milanovic (nella foto), capo del partito socialdemocratico (Sdp), il nuovo primo ministro della Croazia.

''Sono consapevole che il 2012 sara' molto difficile – ha dichiarato il vincitore della competizione elettorale -, ma posso garantire che guideremo il Paese in un modo piu' efficace, e soprattutto piu' onesto'', alludendo ai tanti scandali di corruzione che hanno travolto negli ultimi due anni l'Unione democratica croata (Hdz), il partito conservatore della premier uscente, Jadranka Kosor.

Giovane e ambizioso, Milanovic (45 anni) divenne capo dell'Sdp dopo la morte improvvisa nel 2007 di Ivica Racan, leader storico dei socialdemocratici croati. Si circondo' subito di persone nuove, in maggioranza politici sotto i 45 anni, diventando in tal modo il simbolo di una nuova classe politica, libera dalle zavorre del passato.

Per Zoran Milanovic, conosciuto con il soprannome di Zoka, il trionfo di oggi e' la realizzazione di un'ambizione che ha preparato pazientemente come capo dell'opposizione di quattro partiti di centro-sinistra, che e' risuscito a far confluire in un'unica lista, denominata Kukuriku (Chicchirichì) - a simboleggiare il gallo che annuncia una nuova alba. Sara' la prima volta per Milanovic, nato a Zagabria nel 1966, in un incarico governativo e subito da primo ministro.

Laureato in legge con un master in diritto europeo conseguito a Bruxelles, Milanovic ha in effetti un passato da semplice diplomatico presso il ministero degli esteri dove lavoro' dal 1993 fino al 2004, con l'incarico di preparare l'ingresso della Croazia nella Nato, realizzata nel 2009. E' stato sempre incurante delle accuse di chi lo dipingeva come un giovane funzionario fin troppo ambizioso, senza una vera esperienza politica, e chiuso nell'edificio della sede dell'Sdp, senza contatti con gli elettori.

Altri sostengono che gli mancano le capacita' comunicative necessarie per un capo di una coalizione governativa, fattore che potrebbe generare dissensi interni al suo governo. Milanovic e' sposato e ha due figli. Si dichiara ateo.

Ma anche nella vicina Slovenia si annuncia una svolta decisiva e tanto più gradita perché del tutto inattesa: Jankovic, stando agli exit poll diffusi dalle tv, ha un margine di vantaggio, sia pure minimo, ovvero di soli due deputati, contro il favorito dei sondaggi, Janez Jansa, leader del centro-destra il cui Partito democratico sloveno (Sds) otterrebbe 26 seggi.

I Democratici sociali del premier uscente, Borut Pahor, sarebbero terzi con 10 seggi parlamentari. In parlamento entrano altri due partiti di centro-destra, il centrista Gregor Virant e il Partito dei pensionati.

E' troppo presto per prevedere l'esito finale della nottata post-elettorale dati i margini minimi tra i due principali rivali e non sono esclusi nuovi ribaltamenti dalle urne. E' sicuro tuttavia che ne' Jankovic ne' Jansa saranno in grado di formare un governo senza coalizioni con altri partiti.
 

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