MOSCA - I primi exit poll della tv russa danno il partito Russia Unita del nuovo Zar Vladimir Putin vittorioso ma in netto calo dei consensi: 48,5% contro il 64% del 2007, pari a 220 seggi su 450 contro i 315 delle precedenti legislative.

Malgrado il controllo assoluto delle Tv, la libera informazione della rete è riuscita a mutare profondamente i rapporti di forza nel Paese, assestando un duro colpo all’oligarchia che ha assunto il potere dopo il crollo dell’Urss: anche il caro amico di Berlusconi ha, dunque, imboccato la via del tramonto, anche se non si escludono pericolosi colpi di coda.

Sempre secondo i dato dell'exit poll, raddoppiano quasi i comunisti e il partito di centro sinistra 'Russia Giusta': i comunisti del Kprf prendono il 20,25% (avevano l’11,57%), il Partito liberale democratico di Vladimir Zhirinovskij il 13,44% e Russia Giusta il 13,36% (aveva il 7,7%). 

Tensione e arresti nel corso della giornata elettorale. Oltre alle pressioni sulla stampa e cyber-attacchi a siti indipendenti. Moltissime le denunce dei brogli e a Mosca è stato impedito l’accesso ad un seggio alla commissione di osservatori internazionali, ma per la commissione elettorale e il suo presidente Churov il voto "è valido".

Stando a questi dati nella Duma entrano solo i quattro partiti già presenti: Russia Unita, il partito comunista (Kprf), i liberaldemocratici (Ldpr) e Russia Giusta, che supera il partito di Vladimir Zhirinovski. Fuori gli altri tre partiti in lizza, che non hanno superato lo sbarramento del 7%: secondo l'exit poll di Vtsiom, Iabloko è al 4,17%, Giusta Causa all'1,10% e i Patrioti della Russia allo 0,90%.

Come primo risultato, avendo perso la maggior parte dei due terzi, 'Russia Unita' non potrà modificare da sola la Costituzione.

 

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