PERUGIA - Per avviare la ricostruzione pesante nelle zone del marscianese colpite dal sisma del dicembre 2009 verra' attivata, per il 2012, una accisa di 4 centesimi per litro sulla benzina per autotrazione, che produrrebbe risorse stimate tra gli 8 e i 10 milioni di euro: e' questa la proposta della giunta regionale, illustrata stamani alla seconda commissione del consiglio regionale dalla stessa Marini che ha auspicato l'approvazione dell'intervento gia' nella seduta di martedi' prossimo dell'assemblea di Palazzo Cesaroni.

''Abbiamo deciso di usare la leva della accisa sulla benzina - ha spiegato Marini, come riferisce un comunicato della Regione - aprendo al contempo un confronto con il Governo perche' possano essere attivate risorse, in proporzione superiore, che permettano di mettere in atto blocchi di intervento sulla ricostruzione, con priorita' per le abitazioni private''.

Sostanzialmente unanimi - sottolinea il comunicato - i consensi sulla proposta da parte dei consiglieri componenti della commissione.

“Il margine di manovra che abbiamo come Regione – ha aggiunto la presidente Marini-, per l'attivazione dell'accisa e' di 7,58 centesimi per litro, pensiamo tuttavia di attivarne una parte corrispondente a 4 centesimi per litro, con un gettito presunto di 8-10 milioni di euro''.

La presidente - prosegue il comunicato - ha poi ripercorso, in maniera dettagliata, tutte le tappe caratterizzanti di questi due anni dopo l'evento. ''Sulle zone colpite dal sisma - ha ricordato - e' stato immediatamente dichiarato lo stato di emergenza, per cui l'evento rientra in ogni tipologia di intervento previsto nella normativa contenuta nel cosiddetto 'Milleproroghe', per i territori in stato di emergenza a seguito di calamita' naturale. Le risorse messe a disposizione in veste di commissario delegato sono state complessivamente di 15 milioni di euro (prima ordinanza 2010) che sarebbero dovute servire essenzialmente alla gestione dello stato di emergenza (sistemazione autonoma dei cittadini, attivita' commerciali, scuole). Grazie ad una attenta gestione con le amministrazioni comunali, di questi 15 milioni una parte li abbiamo potuti indirizzare alla ricostruzione 'leggera'. Sono stati quindi stanziati 6 milioni attraverso la legge di stabilita' approvata nel 2010, di cui 3 milioni a valere per l'anno 2011 e tre per il 2012''.

''Queste risorse - ha aggiunto - sono state destinate per quasi 5 milioni di euro alla gestione della prima emergenza e i restanti 16 milioni per tutte le attivita' relative alla ricostruzione. Gia' dal 2010 - ha ricordato la Marini - sono stati stabiliti i valori e i limiti della ricostruzione leggera. Sono stati autorizzati gli interventi meno costosi e di piu' rapido ripristino grazie ai quali e' stato possibile portare fuori dalla situazione di emergenza un primo gruppo di famiglie. Per quanto riguarda la ricostruzione pesante abbiamo definito, di intesa con il Dipartimento di Protezione civile, tutto il fabbisogno finanziario attraverso un lavoro che comprende tutti gli interventi da effettuare nell'area colpita dal sisma, sia per le abitazioni private, per le attivita' produttive, i beni culturali, gli interventi connessi ai programmi integrati in particolare dei due piani integrati per la ricostruzione di Spina e di Sant'Apollinare. E' stato definito un fabbisogno finanziario complessivo, certificato e condiviso da Regione e Governo nazionale, di 101-102 milioni di euro''.

''Nel 2011 e' iniziato un carteggio sulle modalita' di finanziamento, considerando che nel frattempo era entrata in vigore la norma contenuta nella legge 10/2011 che prevede una novita', impugnata da quasi tutte le Regioni italiane: in presenza di tutti i generi di calamita' naturali (alluvioni, terremoti, frane) i fondi necessari agli interventi di ricostruzione non saranno piu' a carico del bilancio dello Stato, ma a carico dei bilanci degli enti territoriali. Una norma precisa che si puo' ricorrere al bilancio dello Stato soltanto al termine di tutto l'utilizzo della capacita' fiscale che i territori sono in grado di attivare. La norma, tra l'altro, non prevede la possibilita', per quanto riguarda le risorse, di ricorrere al bilancio della Regione, ma devono essere a carico dei cittadini: dall'irpef, alle addizionali, alle accise. La Regione, in sostanza, puo' accedere al Fondo nazionale della Protezione civile soltanto dopo aver agito su tutte le sue addizionali regionali''.

''Pur in presenza di questa norma - ha aggiunto Marini - abbiamo previsto 15 milioni di euro come cofinanziamento e quota parte della Regione, di cui 5 sul proprio bilancio e 10 con il ricorso all'indebitamento. La delibera e' stata trasmessa in questo modo, ma la Ragioneria generale dello Stato ha risposto riconfermando la necessita' di applicazione della norma nazionale. Quindi, nel mese di ottobre, la situazione si e' fermata, non permettendoci di utilizzare il fondo nazionale di Protezione civile. Ormai a due anni dal sisma diventa necessario emettere l'ordinanza con i relativi contenuti tecnici e criteri per la ricostruzione pesante. Questo anche per autorizzare subito anche le anticipazioni da parte dei privati''.

A margine dell'audizione, la presidente Marini ha fatto sapere che nel prossimo numero del Bur (Bollettino ufficiale della Regione) del 9 dicembre sara' pubblicato il bando per l'accesso, da parte delle imprese commerciali danneggiate dal sisma, ai contributi (100 mila euro). Per quanto riguarda invece il bando per le attivita' artigianali, non ricomprese nella prima tipologia, (previste risorse per 35 mila euro), sara' pubblicato successivamente.
 

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