PERUGIA - Le ''preoccupazioni'' rispetto al disegno di legge della giunta Marini per la riforma endoregionale, e le proposte della Provincia di Perugia per migliorarne i contenuti, sono contenute in una lettera indirizzata alla stessa presidente della Regione, all'assessore Gianluca Rossi, al presidente della prima commissione del consiglio regionale, Oliviero Dottorini, ed ai gruppi politici di Palazzo Cesaroni.

Nella lettera, il presidente della prima commissione del consiglio provinciale perugino, Massimiliano Capitani, sottolinea che ''nel complesso, le misure adottate centrano gli obiettivi alla base dei principi e dei programmi assunti dalla Regione'', facendo pero' rilevare che ''non tutti i provvedimenti messi in opera o proposti vanno in questa direzione; alcuni, infatti, presentano controindicazioni che possono essere corrette''.

In particolare, Capitani osserva che per l'autorizzazione allo scarico sul suolo degli edifici residenziali non recapitanti in pubblica fognatura ''e' prevista solo la presentazione di una certificazione da parte di un tecnico abilitato al posto della autorizzazione prima rilasciata dalle Province mentre il testo unico sull'ambiente prevede che ogni scarico al suolo necessita di autorizzazione: a nostro avviso vi e' un rischio di inapplicabilita' della norma e perfino di incostituzionalita' della stessa''.

Inoltre, il fatto che la Valutazione ambientale strategica venga trasferita dalle Province alle amministrazioni locali ''provoca seri problemi per i piccoli e medi Comuni che dovrebbero dotarsi di personale e competenze nuovi difficilmente sostenibili con i vincoli imposti dal patto di stabilita'. Si ricorrera' quindi al mercato privato con un aggravio di costi che mal si concilia con la situazione di bilancio degli stessi enti. In un sistema di competenze piu' articolato e flessibile le Province potrebbero tornare da avere un ruolo importante nello svolgimento di questo servizio''.

Per cio' che riguarda il parere paesaggistico ambientale sui piani attuativi, la nuova legge trasferisce la competenza dalla Provincia ai Comuni, ma - per Capitani - ''le Province, come gia' fatto in questi anni, possono continuare ad offrire quel contributo e quel supporto utile alle amministrazione locali in materia di pianificazione del territorio che compete proprio ad un livello di governo di area vasta''.

Passando alla riforma dei consorzi di bonifica, Capitani evidenzia che il confronto su questo tema e' stato ''piu' difficile e complicato'', soprattutto su due elementi principali: la costituzione di un unico consorzio di bonifica regionale dopo la fusione dei tre attuali ed il concorso della Regione nella contribuenza. Per la Provincia, ''il rischio reale e' che la proposta di riforma potrebbe non portare a nessuna ottimizzazione o economia di scala in quanto le strutture esistenti andrebbero mantenute per motivi gestionali e di sicurezza idraulica nei territori di riferimento''.
 

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