Acquasparta/ Quando Galileo pregava la Madonna col Bambino di Palazzo Cesi
PERUGIA - Potrebbe essere la Madonna di Galileo Galilei, quella conservata al Palazzo Cesi di Acquasparta. Il Palazzo passo' di proprieta' dal Comune di Acquasparta all'Universita' degli Studi di Perugia nel 1964. A seguito di una ricognizione patrimoniale voluta dal Rettore Francesco Bistoni, catturo' l'attenzione di Gianfranco Cialini, Curatore del Fondo Antico dell'ateneo, un singolare dipinto su tavola di grandi dimensioni, raffigurante una Madonna incoronata con il Bambino in braccio, conservata nella cappella del piano nobile del palazzo. L'impianto pittorico si ricollegava alla classica rappresentazione iconografica bizantina della Madonna, in particolare la Madonna della tenerezza, anche se riadattata in epoca post-rinascimentale allo stile del periodo, con copiose manomissioni e aggiunte, quali i molti angioletti sparsi intorno a mo' di complemento. La curiosita' e la passione hanno spinto Cialini a intraprendere prime ricerche bibliografiche e archivistiche, a reperire un primo riscontro inventariale nei registri dell'Universita' perugina da cui la Madonna risulta in effetti presente tra i beni mobili del Palazzo Cesi, anche se non vi e' indicata la provenienza. Nei resoconti delle visite pastorali post-tridentine fatte dai vescovi di Todi alla parrocchia di Acquasparta non ricorre mai menzione della cappella del Palazzo Cesi, almeno sino alla visita del vescovo, Mons. Antonio Fustella, del 1964, a seguito della quale si decreta la sua sconsacrazione. Se ne deduce che la cappella fino a quell'epoca dovesse essere stata in qualche modo officiata e, pertanto, ci doveva essere anche un altare. Ma da quanto tempo la tavola era presente nel palazzo di Acquasparta? C'era al tempo di Federico Cesi? A queste domande il Cialini ritiene di avere delle risposte. Nel 1631, l'anno seguente la morte del grande Federico, furono redatti due inventari dei beni mobili esistenti presso il Palazzo Cesi: nel primo inventario, datato 9 febbraio 1631, risulta registrato tra i quadri e telari, un quadro della Madonna col figliolo in braccio depinta in legno; e nel secondo, datato 19 febbraio 1631, nella cappella un quadro d'una Madonna col figlio in braccio. Sussistono coincidenze non casuali tra l'opera riportata negli inventari del 1631 con quella esistente nella cappella del Palazzo Cesi. Probabilmente e' la stessa Madonna presso la quale elevava le sue preci il fondatore della piu' celebre delle Accademie moderne e lo stesso 'pio linceo' Galileo Galilei, quando era ad Acquasparta ospite di Federico Cesi.

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