ROMA - “La spesa pubblica continua a crescere e, come certificato dall’Istat, ha raggiunto il 57,6% del Pil italiano contro il 56,1% dell’anno precedente a dimostrazione del fatto che gli indirizzi sulla ‘spending review’ previsti nel piano Cottarelli per il 2014 non sono stati attuati. Addirittura, il 31 marzo, pur essendo fissata la scadenza per la presentazione del piano di razionalizzazione delle partecipate da parte degli Enti locali, sono stati pochissimi quelli che l’hanno rispettata”. A commentare gli ultimi dati resi noti dall’Istat è la deputata di Scelta Civica, Adriana Galgano che evidenzia come “la stessa Regione Umbria non abbia ufficializzato alcun documento organico sui tagli delle partecipate”.

“Soltanto in Umbria ce ne sono 115 e delle 75 di cui si sono analizzati i bilanci, un terzo è in perdita – continua la parlamentare - Come Scelta Civica abbiamo sollevato da mesi il problema degli sprechi che ruotano intorno a queste realtà, contribuendo in maniera determinante alla predisposizione delle misure introdotte dal Governo”. “L’Italia non può permettersi di mantenere in piedi oltre 7.726 partecipate – evidenzia Galgano – con perdite pari a un miliardo e 200 milioni di euro l’anno. Tanto meno se lo può permettere l'Umbria. Per di più se non hanno dipendenti ma solo amministratori”.

“Scelta Civica si è battuta perché venissero introdotti i tagli – chiude la deputata – ovviamente mantenendo le partecipate che erogano servizi utili alla collettività o che sono strategiche per il funzionamento degli Enti. Ci aspettiamo adesso che le istituzioni presentino velocemente i piani di razionalizzazione. In Umbria, vista la gravità della situazione del Paese e delle famiglie, chiediamo agli  amministratori locali di procedere ancora più rapidamente in tal senso”.

------------------------------

Il ragionamento dell’on. Galgano non farebbe una grinza se non fosse per il fatto ben noto che, visto che sono anni che gli enti locali tirano la cinghia subendo tagli a ripetizione, la spesa pubblica cresce in Italia esclusivamente a livello centrale, ovvero per responsabilità dei governanti nazionali che nulla hanno a che fare con le partecipate. Ovvero, per essere più chiari, la spesa pubblica allegra va imputata unicamente ai Ministeri che non mollano un centesimo delle loro dotazioni, anzi. Tutto ciò non trascurando, comunque, la necessità di intervenire qualora in questo settore si verificassero reali sperperi. Altrimenti va a finire che, come al solito, è la periferia, alla quale si chiedono sempre maggiori sacrifici, che dovrà impegnarsi a coprire gli sciali "romani".

Condividi