PERUGIA - Si propone di sviluppare il servizio epidemiologico del sistema sanitario albanese, con particolare riferimento alle malattie cardiovascolari, il progetto illustrato  oggi,  a Perugia, nel corso di una conferenza stampa dal vice ministro alla salute della Repubblica di Albania,  Klodian Rejpaj,  e dalla vice presidente della Giunta regionale dell'Umbria,   Carla Casciari. Il progetto, che rientra tra le attività  previste  dal "memorandum d'intesa" siglato nel dicembre scorso tra Regione Umbria e Governo Albanese, è stato presentato  a valere sul Programma Italo-Albanese di Conversione del Debito (IADSA -Italian-Albanian Debt for Development Swap Agreement),  su invito del Ministero della sanità albanese.

La Regione Umbria vi partecipata in qualità di partner, mettendo a disposizione le sue "buone pratiche", come  benchmark di riferimento per la gestione sanitaria, lo scambio di conoscenze tecniche  ed organizzative, allargate alle competenze del territorio e dell'Università di Perugia, anche in funzione di possibili collaborazioni bidirezionali di sviluppo.

Le fasi del progetto riguardano  l'individuazione e la definizione del sistema di sorveglianza e di controllo epidemiologico, l'attuazione del sistema e l'applicazione al registro delle malattie cardiovascolari, attività di formazione, per un complesso di attività stimate in 540 mila euro. E'  previsto  il monitoraggio di 15 mila pazienti cardiopatici  e di 50 mila  cittadini con  7 mila casi potenziali di ipertensione, la realizzazione  di un  registro delle malattie e  di un sistema di controllo  con mappe epidemiologiche a livello nazionale.

"Il progetto presentato oggi - ha detto la vice presidente della giunta regionale, Carla Casciari – consolida il percorso di collaborazione avviato dalla presidente della Regione Umbria  e dal Governo Albanese con la firma del memorandum in tema di  sanità, sicurezza e qualità delle produzioni alimentari,  economia, ambiente e  cultura. Si tratta – ha proseguito la vice presidente - di una  opportunità  importante per avviare una proficua cooperazione tra sanità umbra e albanese, attraverso obiettivi di cooperazione che possono  aprirsi anche    ad altri settori di comune interesse, con il coinvolgimento dei  sistemi produttivi e istituzionali territoriali dei due Paesi.

Penso ad esempio – ha aggiunto Casciari – alle imprese umbre  del settore biomedicale interessate alla ristrutturazione e qualificazione del sistema sanitario pubblico albanese. Umbria ed Albania – ha sottolineato – sono legate da profondi legami di amicizia. E' crescente la presenza italiana in Albania, molti sono gli  studenti di medicina a Tirana. Viceversa sempre più numerosa è la comunità albanese in Umbria, con oltre 16 mila presenze".

"Nei prossimi giorni – ha annunciato Casciari – si terrà una nuova missione in Albania da parte dell'assessorato regionale all'agricoltura per la verifica operativa delle azioni di collaborazione in campo agricolo, della sicurezza alimentare, e delle tecnologie agricole, con particolare riferimento al miglioramento delle colture tabacchicole in Albania".

"Il progetto è un ulteriore tassello nel quadro delle collaborazioni tra Umbria e Albania – ha detto il vice ministro albanese, Klodian Rejpaj -, collaborazione che è partita sin dall'inizio con il passo giusto, puntando a realizzare cose concrete. Solo pochi mesi fa – ha ricordato -  la presidente della Regione,  Marini,  ha firmato il memorandum d'intesa con il primo ministro albanese, oggi stiamo declinando operativamente parte degli impegni allora assunti che includevano anche la ripresa dei collegamenti aerei tra Umbria ed Albania, ora riattivati. La mia visita in Umbria è stata  proficua perché è andata oltre le tradizionali modalità di cooperazione tra Paesi, cogliendo in pieno e supportando quella che è la principale aspirazione dell'Albania: voler essere un Paese europeo. Ci avete aiutato in passato nei momenti di difficoltà – ha concluso il vice ministro, ma adesso siamo pronti a camminare al vostro fianco con progetti e idee innovative che includono partnership fra istituzioni pubbliche, tra pubblico e privato e lavoro di ricerca, anche con l'obiettivo di accedere a quei meccanismi finanziari che permettono di concretizzare le azioni che abbiamo comunemente individuato".

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