Terni/ Il Pcdi contesta le privatizzazioni dei servizi decise dal Comune
Il liberismo sfrenato del Governo Renzi ha contagiato anche gli Amministratori locali, dopo aver smantellato le tutele del mondo del lavoro, messo in discussione l’intero equilibrio dello stato sociale del paese, calpestato la dignità, l’intelligenza ed i diritti dei cittadini riducendo ogni forma di espressione democratica e partecipativa nelle istituzioni, ha ridotto gli Amministratori Locali a semplici esattori delle tasse che debbono garantire le risorse economiche non solo per la sopravvivenza dell’Ente Locale ma anche per lo Stato centrale.
Di fronte a tale scenario il Governo locale non potendo più agire sulla leva fiscale in quanto già utilizzata negli anni precedenti, decide di fare cassa con la vendita dei gioielli di famiglia di quelle Aziende in particolare ASM che ha prodotto da oltre 50 anni a questa parte non solo una redditività economica alle casse Comunali ma anche un arricchimento del benessere sociale attraverso l’estensione delle reti, idrica ed elettrica e pubblica illuminazione su tutto il territorio Comunale.
Questo evento desta molta preoccupazione in quanto una scelta cosi importante e dolorosa è stata prodotta con estrema leggerezza, e non è stata neanche condivisa dai vertici Aziendali da quanto ci risulta dalle notizie emerse dalla stampa locale, ma soprattutto sia le OO.SS. e la RSU di ASM Terni S.p.a. è stata informata a cose fatte, quindi complimenti per il metodo.
Nel merito non è comprensibile come mai si vende e a chi? una Azienda che da sempre produce utili per le casse Comunali, e che viene usata spesso dalla proprietà come un istituto di credito per far fronte a delle operazioni (vedi il servizio ambientale a livello provinciale) di esposizione finanziaria a favore di alcuni Comuni che non pagano regolarmente il servizio.
Non ci convince il piano messo in campo dalla proprietà per far svolgere ad ASM un ruolo strategico su vasta scala, in quanto risulta la solita minestra riscaldata da 10 anni a questa parte e più volte il Sindaco di Terni ha perso diverse occasioni nel mancare gli appuntamenti importanti vuoi per non intaccare interessi di campanile con le rispettive poltrone (vedi servizio idrico).
Crediamo inoltre che visto i precedenti tentativi di privatizzazione di servizi pubblici locali che hanno di fatto prodotto oltre che al peggioramento del servizio reso agli utenti, l’aggravio dei costi sempre per gli stessi e ha volte anche la perdita di posti di lavoro (vedi Umbria Mobilita e Servizio Idrico).
Non accettiamo da parte della proprietà una semplice vendita azionaria volta a fare soldi per spenderli in asfaltatura di strade, manutenzione del verde e aggiunta di punti luce, non sarebbero soldi ben spesi e soprattutto non sarebbero investimenti produttivi per il tessuto economico della città che merita ben altro.
Nel rimanere vigili sulla vicenda appena avviata, garantiremo fin da subito il nostro supporto alle OO.SS. e in special modo alla RSU di ASM Terni S.p.a. per tutte quelle iniziative di lotta che intraprenderanno per contrastare questa decisione scellerata di vendita di una Società da sempre patrimonio dell’intera collettività Ternana.
PARTITO COMUNISTA d’ ITALIA
Comitato Regionale Umbro




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