Coalizione sociale, una scelta quasi obbligata per il Paese
di Gianbattista Frontera
Ho avuto l'onore ed il piacere ieri di rappresentare l'associazione UmbriaLeft alla conferenza Stampa della FIOM a Palazzo Cesaroni, Perugia. La positiva sorpresa è stata la presenza prevalente di facce imberbi e giovani, rispetto a quelle attempate e barbute.
Il sentirsi ripetere quella sorta di “bollettino di guerra” sullo stato sociale umbro, mi ha creato impressione e malessere. Su quasi 900.000 abitanti, 137.000 in disagio sociale, 51.000 disoccupati, 23.000 che non cercano nemmeno più lavoro, 22.000 in cassa integrazione, 41.000 in stato di estrema precarietà (poveri!), a questi si aggiungono impiegati ed operai delle 165 vertenze sindacali aperte, prevalentemente appartenenti a famiglie monoreddito, e che molti da più di un anno non percepiscono lo stipendio. E l'Umbria ancora combatte per risolvere queste situazioni, considerando che i trasferimenti alla regione nell'arco di ca. 6 anni, ha assistito al dimezzamento del trasferimento dei fondi (-50%).
Bene ha fatto il segretario Landini a lanciare l'iniziativa, che ricalca di fatto quanto sta accadendo nelle altre parti d'Europa, con Syriza in Grecia, e Podemos in Spagna. Ovvero ripartiamo dal basso, affranchiamoci da pregiudiziali ideologiche, fatta salva quella dell'anti-fascismo, e ripartiamo dai bisogni dei cittadini e del territorio. Ebbene, UmbriaLeft, sarà il 28/3/2015 alla manifestazione di FIOM, a Roma, senza se e senza ma!




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