di Roberto Ciccarelli

"AAA cer­casi" Dise­gno di legge "Buona Scuola". L’improrogabile, impre­scin­di­bile, urgen­tis­simo prov­ve­di­mento che il governo Renzi ha con­cesso alla discus­sione del par­la­mento doveva essere calen­da­riz­zato in com­mis­sione oggi. Non si sa però se alla Camera o al Senato. Oggi però la discus­sione non par­tirà per­ché il Ddl è sem­pli­ce­mente scom­parso. La discus­sione, da cui dipen­dono le sorti di 100.701 docenti pre­cari, par­tirà, forse, il 31 marzo. Per poi inter­rom­persi dopo una man­ciata di giorni. Ci sono le vacanze di Pasqua. Poi il primo maggio.

A quel punto l’ultimatum impo­sto dal governo alle camere, appro­vare il Ddl in 40 giorni, ha dun­que già perso 14 giorni. Ven­ti­cin­que se si con­tano i giorni pas­sati dall’approvazione in Con­si­glio dei mini­stri. Dato che i tempi medi di appro­va­zione di un Ddl è di 35 giorni alla Camera e di 45 al Senato il governo Renzi si è impe­gnato in una sfida inve­ro­si­mile. Fare in 40 giorni ciò che si fa in 80. Si tratta di una sfida alle leggi della fisica. È come met­tere Phi­leas Fogg, il pro­ta­go­ni­sta del giro del mondo in 80 giorni, su un Con­corde per far­gli bru­ciare le tappe.

Sarà dun­que un mira­colo se il Ddl dovesse essere appro­vato a fine mag­gio, con­si­de­rando che dovrà pas­sare l’esame della Camera e del Senato, o vice­versa. Il ter­mine è cate­go­rico: entro quella data dovranno essere ter­mi­nate le ope­ra­zioni di immis­sione in ruolo dei docenti. Per farlo c’è biso­gno di una legge che al momento non esi­ste. Poi il Miur e i prov­ve­di­to­rati dovranno avviare la mac­china ammi­ni­stra­tiva per le assunzioni.

Il pros­simo anno sco­la­stico è a rischio, anche per­ché non si sa quale testo uscirà dalle camere dove si annun­ciano scon­tri molto duri su un testo che intro­duce nella scuola la figura del pre­side mana­ger e padrone. Forza Ita­lia pre­sen­terà un emen­da­mento sulla chia­mata diretta da parte dei diri­genti sco­la­stici, chia­rendo così il tra­nello degli albi regio­nali. Dall’altra parte il Movi­mento 5 stelle pre­sen­terà la sua «con­tro­ri­forma». Sem­pre che l’esecutivo non si esi­bi­sca in un colpo di tea­tro: un decreto d’urgenza sulle assunzioni.

Dopo avere nasco­sto sotto il tap­peto il Ddl, il governo vive in una bolla di sapone dove boc­cheg­gia tra dedu­zioni assurde e pas­sa­tempo insensati. Le dichia­ra­zioni di ieri sono da incor­ni­ciare. Il mini­stro Poletti (ne par­liamo qui) non ha rinun­ciato alla regola degli ultimi governi. Chi accede ad una carica supe­riore a quella di sot­to­se­gre­ta­rio si sente auto­riz­zato ad espri­mere la sua per­so­nale visione sulla scuola e sulla vita. Quella di Poletti è di ridurre le vacanze estive da tre a un mese. E man­dare gli stu­denti a lavo­rare "come hanno fatto i miei figli d’estate che sono sem­pre andati per un mese al magaz­zino gene­rale a spo­stare le casse della frutta".

Il pre­si­dente del Con­si­glio Renzi ha pre­fe­rito lan­ciare una duplice bou­tade a fram­men­ta­zione. La prima: abo­lire i Pro­messi Sposi per legge, "una volta proi­biti sono affa­sci­nanti, e si rive­lano essere un capo­la­voro asso­luto" ha detto ieri alla Luiss. Il pros­simo Cdm pren­derà dun­que una deci­sione epo­cale degna dell’Inquisizione? Tutto è pos­si­bile, l’importante è ingan­nare il tempo e par­lare di tutto tranne che del vicolo cieco in cui Renzi ha messo la scuola.

La seconda bou­tade: "L’Italia dei pros­simi 50–100 anni sarà sul modello edu­ca­tivo. Su que­sto ci gio­chiamo una delle chance di essere super­po­tenza mon­diale». Per capire tale modello biso­gna leg­gere il testo defi­ni­tivo del Ddl al capi­tolo «presidi-manager» alla ricerca della squa­dra del cuore. I nuovi padri-padroni potranno assu­mere i docenti dagli albi regio­nali, divisi in liste pro­vin­ciali o sub­pro­vin­ciali. Il diri­gente pro­porrà ai docenti, anche quelli in altre scuole, un lavoro in base alla cat­te­dra o all’organico fun­zio­nale stu­diando il suo cur­ri­cu­lum. E potrà pro­porre un aumento di sti­pen­dio. Pro­prio come si fa in un’azienda, dove decide il mana­ger. L’incarico durerà tre anni. Poi si rico­min­cia tutto d’accapo. Il vec­chio sogno della scuola-azienda con un turn-over. È il "modello edu­ca­tivo" che ren­derà il nostro paese "una super­po­tenza mon­diale". In realtà è ciò che il neo­li­be­ri­smo di destra e di sini­stra ha ribat­tez­zato scuola «dell’autonomia».

Ter­mi­nate le comi­che di gior­nata, sul tavolo restano i pro­blemi. In sol­doni: a set­tem­bre dovreb­bero essere assunti 48.818 docenti sui posti vacanti e lavo­re­ranno subito. Tutti gli altri ver­ranno assunti, ma solo for­mal­mente. Per­ché la loro cat­te­dra par­tirà dal 2016. E que­sto anche nel caso in cui il Ddl dovesse essere appro­vato, per mira­colo, dal parlamento.

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