PERUGIA - L'ex ministro Gianpiero D'Alia, presidente dell'Udc e della commissione bicamerale per le Questioni regionali, ritiene "non piu' rinviabile un intervento del governo per dettare nuove norme di principio cui devono uniformarsi le Regioni" nel definire, come ha fatto l'Umbria, le
singole leggi elettorali.

Lo dice lo stesso D'Alia nel comunicato in cui conferma di aver presentato un'interpellanza per chiedere che "il governo promuova dinanzi alla Consulta la questione di legittimita' costituzionale per la legge elettorale dell'Umbria, approvata il 17 febbraio scorso a ridosso delle elezioni regionali, che prevede l'assegnazione di un premio di maggioranza del 60% dei seggi, pari a 12, per la coalizione che ha ottenuto il maggior numero di voti ma senza che sia richiesto il raggiungimento di una soglia minima di consensi".

L'ex ministro ricorda che "quello umbro non e' un caso isolato ne' per i contenuti della legge, ne' in relazione ai tempi di approvazione".

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