di Lorena Pesaresi

In questi giorni assistiamo a un rimescolamento delle carte sul tavolo dei partiti. Tosi, dopo un braccio di ferro con Salvini per le regionali in Veneto, viene cacciato dalla Lega, non senza contraccolpi interni. Bersani ricorda a Renzi che il PD è la casa di tutti e che non deve rispondere sempre “tiriamo dritto”, sottolineando i continui mal di pancia fra le varie anime del partito.

Il Movimento 5 Stelle, ancora fresco di transumanze interne di parlamentari, apre e chiude (e riapre) al dibattito con il PD sulla RAI e sul reddito di cittadinanza.

Il centrodestra frantumato e in tumulto vede il Nuovo centrodestra continuare a sostenere Renzi (e lo fa per il bene dell’Italia, naturalmente) pronti a minacciare sfracelli alla prima occasione.

Berlusconi, dopo la sentenza festeggia con i suoi forzisti (nel senso che stanno insieme per forza) e sorride rassicurante a un partito dilaniato dove tutti vogliono dimostrare fedeltà, ma continuano a pugnalarsi dietro a ogni angolo. Intanto nuovi possibili partiti vengono tenuti al caldo nell’incubatrice.
Guardo tutto questo e faccio una semplice considerazione: attenzione che oggi il terreno è estremamente scivoloso e può accadere di tutto. Le nostre elezioni regionali si avvicinano, il Berlusconi ritrovato sarà in grado, probabilmente, di ricompattare il fronte di Forza Italia e renderlo più agguerrito. Noi dobbiamo lavorare con decisione e intelligenza.

Abbiamo perso incredibilmente il Comune di Perugia per scelte elettorali portate avanti con troppa faciloneria e guardando più alle correnti interne che alla fiducia e al corpo dell’elettorato. L’utilizzo dei sondaggi dimostra che è possibile adoperare più strumenti di analisi, ma senza un rapporto diretto, costante e umile con il proprio popolo, senza la conoscenza diretta e quotidiana dei suoi desideri, delle sue opinioni e dei suoi umori si perde facilmente la strada.

gionali sono alle porte e noi dobbiamo fare il nostro lavoro: abbandonare i bilancini e le provette delle alchimie interne ed essere la casa del nostro elettorato, dobbiamo saper essere utili all’Umbria tutta, esprimere le voci delle associazioni, delle donne e degli uomini, degli studenti, dei lavoratori, dei disoccupati, dei pensionati, dei cittadini tutti.

Dobbiamo ascoltare il nostro ‘essere cittadini’ e non solo politici, anzi dobbiamo essere ‘cittadini politici’. Dobbiamo saper curare l’interesse collettivo mettendo a frutto quello che abbiamo dentro: l’intelligenza, l’esperienza e la passione. Quello che è stato impostato a livello regionale dalla giunta uscente deve essere messo a frutto e corretto dove c’è bisogno sulla base delle nuove realtà, ma occorre che ci sia compattezza, trasparenza politica, assunzione di responsabilità del gruppo dirigente a livello locale e regionale.

E possibilmente un miglioramento della qualità della politica. Che ne pensate??
 

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