Dove sono finiti falce e martello? Alle regionali 3 sinistre diverse
di Federico Fabrizi
PERUGIA - C'è il gastroenterologo - «che è bravo e di sicuro prenderà un sacco di voti» - c'è il sindacalista Cgil, quello della Perugina, quello dei chimici e pure il segretario. «Sì, sì, il segretario regionale». E anche il professore universitario ex Csm. Tu chiamala, se vuoi, sinistra. No, sinistre. Perché sono almeno tre.
Una sta dentro al Pd e pretende dai renziani 6 posti dei 20 che comporranno la lista dei democratici: Renato Locchi, Vincenzo Riommi, Lamberto Bottini e Piero Mignini sono i saggi, Stefano Fancelli e Valerio Marinelli “quelli a cui ora tocca la maglia da titolare”, il segretario perugino Francesco Giacopetti ha volto e fisico da promessa del vivaio.
La seconda sinistra è fuori dal Pd ma garantisce fedeltà: timoniere l'assessore di palazzo Donini Stefano Vinti di Rifondazione, c'è lui ma la maggioranza del suo partito no. Qui si sta sistemando anche Sel.
E poi la terza, la sinistra-sinistra, pronta a gridare in campagna elettorale: «Renzi mai. Catiuscia Marini neanche». Sono i rifondaroli tosti e quelli che a falce e martello hanno sostituito la bandiera viola, verde e rossa di “syriza”.
Tris di sinistre e un denominatore comune: il gigante rosso della Cgil. Il gigante che, tanto per dire, con qualche acciacco la scorsa settimana ha confermato il 40 per cento di voti tra i dipendenti pubblici. Incroci nomi, facce, curriculum e il risultato è quasi una sovrapposizione. Vasco Cajarelli studia da candidato presidente dei sinistri-sinistri. Il leader dei chimici ternani, Sergio Cardinali, ha ottima intesa con Stefano Vinti. Il segretario regionale Mario Bravi può fare il candidato centravanti della sinistra-dentro-il-Pd, che nelle proprie fila si ritrova pure il coordinatore delle Rsu della Perugina Luca Turcheria e due ex Cgil più che papabili: il ternano Sandro Piermatti e l'orvietano Fausto Galanello. Sovrapposizione appunto, con un paio di conseguenze: per chi guarda, la difficoltà a distinguere il vertice e la base. E per il sindacato la necessità di riorganizzarsi dopo il giro elettorale: se Bravi va in Regione tocca alla ternana Lucia Rossi o al perugino Vincenzo Sgalla. Intanto la “minoranza Pd” parte: stasera conferenza programmatica a Foligno con Fassina, Gotor e Laforgia.




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