di Roberto Ciccarelli

La saga con­ti­nua. Il Con­si­glio dei mini­stri che avrebbe dovuto tra­sfor­mare il decreto legge sulla "Buona scuola" in dise­gno di legge slitta ancora. Stran­nun­ciato per oggi il governo lo ha fatto nuo­va­mente slit­tare a gio­vedì dove ci sarà anche una deci­sione sulla Rai. Il gio­vedì in que­stione dovrebbe essere il pros­simo 12 marzo, ma giunti al terzo rin­vio potrebbe trat­tarsi anche della pros­sima settimana.

È la con­ferma della con­fu­sione più totale dell’esecutivo che nel fine set­ti­mana si era pro­di­gato nel far pub­bli­care all’Ansa un lungo e det­ta­gliato retro­scena sullo stato delle "lima­ture" ad un prov­ve­di­mento che non vuole nascere. Voleva pro­ba­bil­mente essere un segnale per dare un taglio all’incontrollabile mer­cato delle anti­ci­pa­zioni che ha pro­dotto piani A, B, C. Il risul­tato è stato quello di tra­sfor­mare la riforma in un rebus appa­ren­te­mente inso­lu­bile. In più le con­cla­mate incer­tezze del governo con­ti­nuano a pro­durre un chiac­chie­ric­cio da retro­scena politico.

A que­sto esile, quanto incon­si­stente, filo è appeso il destino di un numero impre­ci­sato di docenti pre­cari iscritti alle gra­dua­to­rie ad esau­ri­mento (GaE). Il 3 set­tem­bre 2014 il pre­si­dente del con­si­glio Renzi aveva pro­messo di assu­merne 148 mila. A feb­braio la cifra è dimi­nuita a 95–120 mila. Oggi si parla di poco più di 50 mila nel 2015–2016, una cifra che garan­ti­sce il turn-over e già deter­mi­nata dal pre­ce­dente governo Letta. Nel dise­gno di legge annun­ciato dovreb­bero essere pre­vi­ste le altre. Il totale è ancora sco­no­sciuto. Le assun­zioni ver­reb­bero spal­mate su più anni.

Il nuovo slit­ta­mento rivela la dif­fi­coltà poli­tica del governo: come spie­gare all’opinione pub­blica — oltre che agli stessi pre­cari — la mar­cia indie­tro rispetto all’assunzione di massa pro­messa a set­tem­bre? Senza con­tare che la scelta di legare le deci­sioni sulla scuola a quelle sulla Rai potrebbe addi­rit­tura pro­vo­care un altro slit­ta­mento. Ieri sera, fonti par­la­men­tari par­la­vano di "nodi ancora aperti" su que­sto prov­ve­di­mento. Alla base del nuovo rin­vio ci sarebbe il futuro della Tv di Stato. La vita di cen­ti­naia di migliaia di pre­cari ora è appesa ai tira-e-molla sul cavallo di viale Mazzini.

Il mondo della scuola è in ebol­li­zione. Oggi a Mon­te­ci­to­rio è pre­vi­sto un pre­si­dio dei Cobas. Nel frat­tempo l’Unione degli stu­denti pre­sen­terà alla Camera "L’Altra Scuola: la L.I.P. e le scelte prio­ri­ta­rie per costruire una scuola giu­sta", una pro­po­sta radi­cal­mente diversa da quella di Renzi. "«Abbiamo indi­vi­duato sette capi­toli di prio­rità per ripen­sare la scuola — afferma il coor­di­na­tore Uds Danilo Lam­pis — Chie­diamo che si ponga in discus­sione la legge d’iniziativa popo­lare sulla scuola, Lip". Gio­vedì 12, in coin­ci­denza con il cdm, gli stu­denti tor­ne­ranno in piazza.

Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Conf­sal, Gilda Fgu scen­de­ranno in piazza a Roma l’11 aprile. Dal 20 marzo hanno dichia­rato l’astensione dalle atti­vità aggiun­tive. Il ddl ren­ziano abo­li­sce, di fatto, la con­trat­ta­zione per il per­so­nale. Qual­cosa che nem­meno il governo Ber­lu­sconi era riu­scito a con­ce­pire. Oltre al rin­novo del con­tratto, sca­duto da 6 anni, i sin­da­cati mani­fe­ste­ranno affin­ché gli sti­pendi, le car­riere, gli orari tor­nino a essere disci­pli­nati dalla legge e non gestiti in maniera gerar­chica dai "presidi-sindaci" come pre­fi­gura la "buona scuola". L’Anief parla di rin­vio "inac­cet­ta­bile». "È la con­ferma che non repu­tano la scuola tra le prio­rità". Il 17 marzo è pre­vi­sto uno sciopero.

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