Che il futuro dell'Umbria sta nell'economia verde, nella qualità urbana e ambientale legata alle nuove tecnologie è ormai un punto fermo, il cuore del programma europeo nella costruzione di città SMART;

MA C'E' UN PUNTO CHE RIMANE APPESO DA OLTRE MEZZO SECOLO….

Oltre la pesantezza della crisi, l'Umbria sta pagando anche il prezzo di un isolamento dovuto ad una mobilità antiquata e zoppa, se mi consentite la battuta.

Oggi l'Umbria è un'isola verde, ma è troppo isolata.

 

Al verde, cioè all'Ambiente, dobbiamo la nostra personalità regionale, il motivo per cui siamo conosciuti e ricordati da tutti. Il verde è quello dei nostri boschi e delle nostre campagne curate e lavorate. E' quello di un ambiente che la nostra cultura di umbri ci ha insegnato a rispettare, a vivere e usare in modo sostenibile.

Però oggi questa armonia s'incrina perché i tempi richiedono ALTRO: una forte mobilità, capacità di avere una dimensione internazionale, una cultura aperta al nuovo. Oggi l'aggettivo "lontano" non ha più senso. La Cina un tempo era ‘lontana', oggi è in ogni mensola, in ogni cassetto di casa nostra, nei telefonini che usiamo, anche nelle statuette di Natale che compriamo. E' cambiata anche la percezione del tempo: oggi dire "tempestivo" vuol dire ‘ora', ‘immediatamente'. 

Quel concetto di "velocità" che fa la differenza e che oggi anche la Serracchiani ne ha parlato nel suo intervento.

ECCO L'Umbria su questo deve poter fare un salto di qualità. Siamo una regione dell'Europa e non possiamo continuare a soffrire questo isolamento, questa arretratezza che consentitemi è anche di natura culturale della politica.

MOBILITA' E TRASPORTI SU FERRO DEVONO DIVENTARE LA LEVA DELLO SVILUPPO ECONOMICO E DI NUOVA OCCUPAZIONE IN QUESTA REGIONE

Fuori dall'isolamento ferroviario è il primo obiettivo  in in contesto di macro regione, per non restare alla periferia del mondo nel sistema dei trasporti italiani e internazionali innovando la rete ferroviaria e con collegamenti ferroviari rapidi, efficienti e competitivi, più economici e meno inquinanti PERCHE' L'UMBRIA ANCORA OGGI E' TRA LE PRIMISSIME REGIONI IN ITALIA dove la maggioranza di persone e merci viaggia su gomma e non su ferrovia: l'Umbria è tra le primissime regioni italiane a più elevato rapporto auto/persona...PERCHE' il trasporto su ferro è fuori scala nazionale e internazionale per effetto delle infrastrutture obsolete della Rete ferroviaria… mentre invece, (come recitano le ricerche), I trasporti nei collegamenti con la rete nazionale e internazionale sono strategici per tornare ad investire in Umbria da parte delle nostre aziende locali (costrette a farlo ormai nei paesi dell'est) e non solo delle multinazionali che  investono ma che sottraggono risorse e ricchezze spesso anche con scarse ricadute in termini occupazionali e di servizi per le nostre comunità locali. Lo dimostrano anche i risultati dell'ultimo rapporto dell'AUR: il tasso di povertà è passato in Umbria dal 5% all'11% dal 2010 al 2020 (più che raddoppiato); il tasso di disoccupazione giovanile è schizzato ai livelli più alti della media nazionale, con un tessuto economico già fortemente indebolito….

- PER TUTTI QUESTI MOTIVI Non si esce dalla crisi se questo punto non diventa una priorità del governo regionale per i prossimi 5 anni, serve un salto di qualità enorme come condizione essenziale perrilanciare l'economia su basi nuove, DURATURE e con politiche virtuose.  IL futuro dell'Umbria passa con il treno dell'economia verde: tutto dipenderà da quanto saremo veloci a prenderlo....
Condividi