(Avi News) – PERUGIA – Ha trovato ispirazione in fiabe e favole, tema della competizione, la coppia di chef stellati che venerdì 20 febbraio si è esibita nella quarta tappa della terza edizione della Chefs’ cup. Nelle sale del ristorante Collins dell’hotel Brufani palace di Perugia, infatti, Michele Biagiola dell’enoteca Le case di Macerata ha proposto spaghetti all’arrabbiata di erbe richiamandosi alla favola di Merlino re dei draghi e Nicola Damiani dell’Osteria di Passignano di Tavernelle Val di Pesa il minestrone nei ravioli lasciandosi affascinare dalla fiaba de Il brodo di Stecchino.

Davanti agli occhi attenti della giuria i due cuochi si sono aiutati e sostenuti nella preparazione dei rispettivi piatti. Con 96 punti su 100 la coppia ha guadagnato il secondo posto della classifica provvisoria della gara. A giudicarli il critico enogastronomico Marilena Badolato, il ricercatore dell’istituto di genetica vegetale di Perugia e assaggiatore Slow food Roberto Mariotti e l’enologo, enobibliofilo e oxologo Angelo Valentini.

Aderenza al tema scelto, complicità di coppia, bontà del piatto, rapporto qualità prezzo e valore estetico artistico i criteri a cui la giuria si è attenuta.  A fare gli onori di casa lo chef resident del ristorante ospite Marco Faiella ideatore del menù della cena che ha accompagnato l’esibizione.

“Mi sono ispirato – ha detto Damiani – a una fiaba buffa in cui durante un buffet dei topi avanzano degli stecchini e il re indice una gara tra cuoche per diventare regine. Vince la topolina che ha preparato il piatto semplice. La mia ricetta si ispira a questa semplicità. Ho scomposto il minestrone facendo un brodo vegetale, sulla base del piatto una crema di patate al pomodoro, un soffritto di scalogno e nel ripieno, ognuno dei cinque ravioli nel piatto ha un ingrediente: fagioli, porro, cavolo nero, sedano e carota. Sopra germogli di pisello e ravanello”.

 “Ho ripreso la favola di Mago Merlino – ha spiegato Biagiola – che con il suo cammino di fuoco riesce a sconfiggere i draghi liberando Camelot. La mia ricetta prevede uno spaghetto all’arrabbiata con un percorso di erbe che riesce a dare progressività verso il piccante con degli step centrali che danno una sorta di sollievo”.

“Molta attenzione in questa tappa umbra – ha spiegato Badolato – è alla biodiversità e al biologico. Entrambe gli chef amano questa materia e vengono da zone orografiche legate alle verdure e alle erbe spontanee. Ho dato molto valore all’interpretazione delle erbe nel piatto”.

“L’importanza – ha detto Valentino – è data dall’esecuzione e dalla fantasia che lega la ricetta al tema proposto. Se un piatto mi colpisce cerco di riproporlo, ma soprattutto quando vado al ristorante di richiederlo”.

“Io sono il giurato ‘cattivo’ – ha aggiunto Mariotti – perché rappresento il consiglio nazionale delle ricerche e guardo alla parte tecnica dell’esecuzione, ma anche quella relativa al territorio, alla provenienza e all’utilizzo dei prodotti come assaggiatore Slow food”.

“Siamo onorati – ha detto Stefano Chiesa, direttore dell’hotel Brufani palace – di avere ospitato per il terzo anno la competizione. È un evento che contribuisce a portare l’immagine di Perugia in Italia e nel mondo. È stato meraviglioso vedere come il nostro chef ha interagito con i due protagonisti della gara”.

“La manifestazione – ha concluso Faiella – è ogni anno più bella, dà onore alla città perché permette il confronto con chef di altissimo livello”.

Le prossime tappe dei Chefs’ cup saranno a  Viareggio, Venezia e Romano Canavese (Torino). Nella finale, a Milano, i due vincitori si confronteranno in una sfida all’interno di Expo 2015 in cui saranno affiancati da chef internazionali.

 

Carla Adamo

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